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San Francisco

Se disobbedisci alle regole della società, ti mandano in prigione. Se disobbedisci alle regole della prigione, ti mandano da noi.

Dal Film Fuga da Alcatraz, di C. Eastwood, 1979

Indice

Introduzione

Se nella vostra infanzia non siete stati affascinati dai racconti di gangster senza scrupoli finiti a scontare la loro pena in prigioni di massima sicurezza, vi farei la stessa domanda che Charlie rivolge a Frank nel film Fuga da Alcatraz, quando il secondo ammette di non conoscere la data del suo compleanno: che razza di infanzia avete avuto?

Scherzo dai, mi serviva solo un modo un po’ stravagante per introdurvi al mio racconto di viaggio nella città che ha fatto della stravaganza una delle sue peculiarità. San Francisco è una di quelle città che si iniziano a conoscere attraverso il cinema, che tuttavia non riesce a dare un’idea esaustiva di come essa sia nella realtà. Gli enormi grattacieli fanno pensare ad esempio ad una città immensa e popolosa, oltre che dall’estetica abbastanza in linea con le grandi metropoli degli Stati Uniti, ma le cose non stanno esattamente così. Innanzi tutto, è errore comune confondere la San Francisco Bay Area, area metropolitana che comprende 9 contee ed è abitata da circa 7 milioni di persone, con la città di San Francisco, che ha invece gli stessi abitanti di Torino (meno di un milione, nonostante sia comunque la città più densamente popolata della California) e che rappresenta “solo” il centro economico e culturale dell’area stessa. Inoltre, il mix di stili architettonici, che combina prevalentemente elementi tipici dell’architettura moderna con lo stile vittoriano, immersi in un paesaggio collinare affacciato sul mare, crea un’atmosfera particolare che raramente si riscontra nelle altre città statunitensi (si pensi anche alla tipica nebbia estiva che fa da sfondo ad alcune sue attrazioni di maggiore interesse).

Sebbene dunque la città in sé non sia enorme, offre diversi punti di interesse piuttosto notevoli, ubicati a distanze non eccessive ma non sempre percorribili a piedi. Fanno parte di San Francisco, fra le altre, anche Alcatraz e Treasure Island.

In questo articolo, descriverò l’itinerario che ho seguito per riuscire a ottenere il massimo in tempi ridotti, distribuendo le visite alle attrazioni principali in due giornate piene. Il viaggio si è svolto a luglio 2019, ma sebbene fosse piena estate, di sera faceva veramente freddo. La città è nota infatti per il clima non troppo mite, non a caso Mark Twain sosteneva che il suo inverno più freddo fosse stata un’estate a San Francisco.

Itinerario in breve

San Francisco è stata la prima tappa di un viaggio on the road, durante il quale ho attraversato 4 stati diversi (California, Nevada, Utah e Arizona) in compagnia di due ragazze simpaticissime ma fino a quel momento completamente sconosciute, con l’obiettivo principale di visitare alcuni fra i più importanti parchi dell’Ovest degli Stati Uniti. Per la notte, ci siamo appoggiati in un Bnb a Daly City, paesino strategico selezionato per i costi più accessibili rispetto alle cifre folli richieste a San Francisco, dal quale si possono raggiungere facilmente l’aeroporto e il centro della città con i mezzi pubblici. Di seguito l’itinerario in sintesi:

DayLocationNoteMappa
0Arrivo a San FranciscoVolo MAD-SF, notte a Daly city
1Union Square, Chinatown, Ferry Building, Painted Ladies, Japanese Tea Garden, Golden Gate, Lombard Street,Notte a Daly cityDay 1
2Fishermen Wharf, Alcatraz, Twin Peaks, Haight-Ashbury, Treasure IslandNotte a Daly cityDay 2
3Partenza per Yosemite National Park in mattinata

Day 0: Arrivo a San Francisco

Atterriamo all’aeroporto di San Francisco (SFO) nel primo pomeriggio locale, dopo un lunghissimo scalo a Madrid, nella quale avevamo passato la notte precedente il nostro volo. Fila tutto abbastanza liscio, raggiungiamo in metro il nostro bnb a Daly city, dove veniamo accolti da una famiglia di immigrati filippini, che ci aiuta molto gentilmente con le prime cose organizzative, dall’acquisto di una SIM alla pianificazione dei trasporti locali per il centro per le giornate successive. Il primo giorno termina abbastanza rapidamente, nel senso che andiamo a dormire intorno alle 18 locali, che per il nostro fisico corrispondono però alle 3 del mattino, viste le 9 ore di differenza rispetto all’Italia.

Day 1: Union Square, Painted Ladies, Golden Gate, Lombard Street

Ci svegliamo prestissimo per via del fuso orario non perfettamente smaltito, ma fortunatamente la colazione offerta dal bnb è abbastanza carica e ci permette di riprenderci al meglio. Ci dirigiamo subito verso il centro della città, che raggiungiamo in autobus. La nostra prima tappa è Union Square, punto centrale del distretto finanziario situato a Downtown. La piazza, costruita nel 1850, deve il suo nome alle manifestazioni che si tennero lì a sostegno dell’esercito nordista durante la Guerra di Secessione (pro-Union). Il centro della piazza è dominato dal Dewey Monument, una colonna di circa 25 metri al cui apice è posta una statua della dea Nike. Il distretto è fra i punti più caotici della città ed è noto per le vie dello shopping e le abitazioni lussuose. Fra le cose degne di nota da segnalare nei dintorni di Union Square c’è sicuramente il Museo di Arte Moderna (MOMA), nel quale sono custodite opere di importanti artisti, fra i quali Picasso, Warhol, Matisse e Frida Kahlo.

Arriviamo successivamente a piedi Chinatown, che oltre ad essere la più antica Chinatown degli Stati Uniti, ospita anche la più grande comunità cinese presente al di fuori dei confini asiatici. La visita del quartiere inizia dalla Porta del Dragone (Dragon’s Gate) e prosegue lungo Grant Avenue, la sua via più importante e antica. Fra i punti di maggiore interesse di Chinatown, sono inoltre da menzionare:

  • Portsmouth Square, piazza centrale del quartiere
  • Il Sing Chong, palazzo con una pagoda sulla cima
  • Old St. Mary’s Church, chiesa più antica della California (sebbene costruita in realtà intorno alla metà dell’800)
  • Buddha’s Universal Church, il più grande tempio buddista degli Stati Uniti
  • Stockton Street, via principale dello shopping
  • Il Tin How, antico tempio taoista

E’ inoltre qui che sono nati i famosi biscotti della fortuna.

Dalla Grant Avenue, è inoltre possibile scorgere la Transamerica Pyramid, grattacielo di forma piramidale futuristico fra i punti di interesse più iconici della città. Il grattacielo deve il suo nome alla Transamerica Corporation, società finanziaria fondata agli inizi del ‘900, che la fece costruire come sua sede. Essendo un edificio privato, non è possibile visitarlo internamente.

Transamerica Pyramid

Passeggiando per le vie del centro, vediamo anche il Cable Car, famoso tram considerato una vera e propria attrazione della città.

Cable Car

Dopo la visita di Chinatown, procediamo verso il Ferry Building, edificio costruito alla fine dell’800 noto fra le altre cose per la Torre dell’Orologio, ispirata alla Giralda di Siviglia. Si tratta del punto più importante del Ferry Building Market, mercato e luogo di incontro fra i più importanti della città. In passato, il Ferry Building era un importante terminale di transito per le imbarcazioni, funzione che oggi svolge solo in minima parte. Vicino il Ferry Building si trova l’Embarcadero Plaza, che ospita la controversa Fontana di Vaillancourt, mentre dal lato del mare è apprezzabile la vista dell’Oakland Bay Bridge.

La tappa successiva è Alamo Square, che raggiungiamo comodamente in autobus. La piazza è fra le attrazioni più fotografate di San Francisco per la presenza delle cosiddette Painted Ladies, ovvero una sequenza di casette colorate molto raffinate in stile vittoriano, oltre le quali è possibile anche osservare un ottimo skyline di San Francisco. Le casette visibili dalla piazza, chiamate anche “Seven Sisters”, sono abitazioni private, per cui non è possibile visitarle internamente. Nei dintorni di Alamo Square si trovano anche altre Painted Ladies meno famose, ad esempio quelle di Scott Street.

Seven Sisters

Proseguendo a piedi verso ovest, si arriva al Golden Gate Park. Fra le attrazioni più rinomate del parco c’è il Japanese Tea Garden, un giardino giapponese che ospita anche edifici in tipico stile nipponico. L’ingresso al giardino per i non residenti è gratuito solo di lunedì, mercoledì e venerdì nella fascia oraria fra le 9 e le 10, altrimenti il costo varia fra i 12 e i 16 USD, in base all’orario e al periodo della visita. Personalmente, non credo che il costo sia giustificato dal fascino del luogo, direi anzi che fra le attrazioni viste a San Francisco si tratta di quella che mi ha colpito di meno.

Dopo la visita del Giardino giapponese, proseguiamo in direzione nord per giungere fino al Presidio, enorme parco all’interno del quale sono situati diversi punti di interesse, fra i quali il museo dedicato a Walt Disney e il Main Parade Ground, uno spazio verde teatro di eventi all’aperto. Fra i motivi principali per cui il Presidio merita una visita sono da menzionare i vari punti panoramici da cui osservare lo skyline della città e il Golden Gate Bridge. Inoltre, dal parco è possibile accedere a diversi trail più o meno lunghi e ad alcune spiagge, fra cui Baker beach (con un’ottima vista sul Golden Gate) e Crissy Field East beach. Per gli amanti di Star Wars, è presente poi all’interno del parco la piccola Yoda Fountain.

Decidiamo di costeggiare il Presidio da Baker beach per arrivare all’attrazione più iconica di San Francisco, e fra le più famose degli Stati Uniti: il Golden Gate Bridge. La struttura è un capolavoro di ingegneria, si tratta infatti di uno fra i ponti sospesi più lunghi del mondo (ha detenuto anche il primato assoluto fino al 1963 con la sua lunghezza di 2.71 km), progettato da Joseph Strauss e realizzato per resistere alle diverse intemperie a cui la baia è soggetta, dai forti venti alle mareggiate, fino ai terremoti. Il colore arancione deriva da quello del rivestimento dell’acciaio usato per evitarne la corrosione, selezionato anche per aumentarne la visibilità in caso di nebbia. Dal punto di vista estetico, però, devo dire che il Golden Gate Bridge in sè non mi ha colpito particolarmente, ho apprezzato piuttosto il contesto della baia nel quale è situato.

Golden Gate Bridge

Al termine della visita, con un comodo taxi prenotato tramite Uber, ci dirigiamo verso Lombard Street, un’altra delle attrazioni più note. Si tratta in realtà di una strada piuttosto lunga e in generale poco avvincente, che presenta un tratto però molto peculiare sulla celebre Russian Hill, consistente in una serie di 8 tornanti ravvicinati realizzati per ridurre la pendenza della collina, su una pavimentazione in mattoni rossastri distribuiti per una lunghezza totale di circa 400 metri. Il limite di velocità in quel tratto, riconosciuto come il più tortuoso del mondo, è di soli 8 km/h. Da Lombard street si può arrivare facilmente anche alla Coit Tower, dalla quale si apprezza una delle migliori viste panoramiche di San Francisco.

Camminiamo infine fino al Fishermen Wharf, il quartiere dei pescatori. Rimandiamo però la visita adeguata del quartiere al giorno successivo, il motivo principale per cui chiudiamo la giornata lì è solo la cena. Lungo il molo, infatti, sono presenti diverse bancarelle che a costi contenuti (cosa rara a San Francisco) offrono dei pasti ignoranti assolutamente imperdibili. Ceniamo a tal proposito con una meravigliosa pagnotta riempita di zuppa di granchio, fra le pietanze tipiche più famose da assaggiare a San Francisco, raccattata alla modica cifra di 8 USD. Filosoficamente, ricorda un po’ il panino col pesce spada che si può gustare in Calabria. Rientriamo infine in autobus a Daly City.

Day 2: Fishermen Wharf, Alcatraz, Twin Peaks, Haight-Ashbury, Treasure Island

Iniziamo la giornata da dove avevamo interrotto il nostro tour della città, ovvero al Fishermen Wharf. Facciamo una lunga passeggiata sul molo e nelle vie del quartiere, fermandoci in particolare a Jefferson Street, nota per i numerosi artisti di strada che rendono la via stravagante e pittoresca. Il punto però più interessante del quartiere è sicuramente il Pier 39, dal quale è possibile vedere dei simpaticissimi leoni marini.

Costeggiamo poi la baia per arrivare all’Embarcadero, punto dal quale partono i ferry per Alcatraz, attrazione principale della giornata. La visita della famosa prigione porta via circa mezza giornata fra giro dell’isola e tragitto in barca. Il costo del tour giornaliero era all’epoca dei fatti di 36 USD (parliamo del 2019), adesso è salito a circa 50 USD. I biglietti possono essere acquistati online su questo sito. La visita della prigione una volta sbarcati è libera, prendiamo tutto il tempo necessario per documentarci sulla storia della prigione, sui personaggi che vi sono stati rinchiusi (fra questi Al Capone, per citarne uno) e sui vari tentativi di fuga, narrati anche a livello cinematografico. Il tragitto in barca offre anche una bellissima vista sulla città e sul Golden Gate Bridge in tutta la sua lunghezza.

Rientrati da Alcatraz, ci rechiamo in zona aeroporto per ritirare la nostra auto a noleggio (i prezzi erano molto più competitivi scegliendo questa soluzione), in preparazione all’inizio del nostro on the road, previsto per il giorno successivo. Utilizziamo però l’auto anche per andare a visitare alcune attrazioni più scomode da raggiungere con i mezzi.

Iniziamo da Twin Peaks, ovvero le due cime gemelle Eureka e Noe, alte circa 280 metri e situate nel centro geografico della città di San Francisco. Twin Peaks è una località famosa, oltre che per la suggestiva vista panoramica sulla città, anche per il film e la serie diretti da David Lynch… Ok, ci siete cascati anche voi, in realtà la Twin Peaks di David Lynch è una ridente cittadina nello Stato di Washington!

È possibile arrivare a Twin Peaks anche in autobus, che però lascia ai piedi della collinetta, quindi eventualmente mettete in conto una discreta passeggiata per arrivare in cima se non siete automuniti. La vista è piuttosto suggestiva, come spesso accade c’è un po’ di nebbia a offuscare il paesaggio, ma riusciamo comunque a intravedere lo skyline della città.

Poiché siamo di strada, ne approfittiamo per fare un giro ad Haight-Ashbury, il quartiere in cui è nato il movimento hippy. Il quartiere si snoda lungo Haight Street, nella quale si possono trovare negozi, locali ed edifici variopinti.

Infine, dopo una passeggiata nel quartiere, attraversiamo in auto Oakland Bay Bridge per dirigerci verso Treasure Island, nella quale ci era stato suggerito di andare dagli host del nostro bnb per vedere il migliore skyline della città. Sebbene le foto non rendano molto, devo dire che lo spettacolo è davvero meritevole. Peraltro, in quel momento ci siamo solo noi.

Skyline da Traesure Island

Conclusioni

Sebbene non prediliga le città moderne, San Francisco mi è piaciuta molto, anzi è quella appartenente a tale categoria che mi ha maggiormente colpito, a pari merito con Sydney. Si tratta di una città un po’ diversa dalle grandi metropoli statunitensi, anche grazie al mix fra moderno e vittoriano che la rendono a mio avviso molto più suggestiva. Due giorni pieni ci sono bastati per visitare le diverse attrazioni presenti nella città, ma è stato importante pianificare gli spostamenti in modo adeguato, le distanze non sono sempre facili da coprire.

Dovendo stilare la mia personalissima classifica delle attrazioni che mi sono piaciute di più, oserei dire:

  1. Lo skyline da Treasure Island
  2. Le Painted Ladies ad Alamo Square
  3. Fishermen Wharf

Non inserisco nel podio il Golden Gate Bridge perché non mi ha particolarmente emozionato a livello estetico, sebbene da ingegnere non possa che apprezzarne il valore scientifico.

L’idea di pernottare a Daly City è stata azzeccata, ci ha permesso di risparmiare un rene consentendoci al contempo di spostarci in modo agevole dall’aeroporto e verso il centro della città. Un ultimo aspetto a cui consiglio di fare attenzione è il clima. Durante il giorno si poteva anche camminare a maniche corte, ma di sera abbiamo avuto davvero la sensazione che luglio fosse un mese invernale.

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