“È riuscito a lanciare il Sacro Aquarius, l’allievo ha superato il maestro. Che cosa mi resta adesso? Felice di aver creato l’uomo che ha acquisito lo zero assoluto, sono un nulla a cui non è stato nemmeno concesso di essere all’altezza del proprio allievo […]. È strano come ora le ambizioni di una vita mi sembrino senza senso, di fronte a quest’uomo che è ciò per cui io ho combattuto. Davanti a me vedo l’allievo che è giunto dove io non sono mai arrivato, non ho più motivo ormai per essere cavaliere d’oro, lascerò a Crystal il dominio delle energie fredde. Lui ne è degno, ben più degno di me. Era davvero necessario che venisse quest’uomo a farmi capire l’inutilità della mia esistenza?”
I cavalieri dello Zodiaco, L’epilogo di Crystal
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Mattina: Fjadrarglijufur canyon, Skaftafell, Svinafellsjökull
- Pomeriggio: Trekking sul Vatnajökull, Fjallsarlon, Jökulsarlon
- Conclusioni
Introduzione
Mi ricordo una vita fa, quando i cartoni animati erano di un altro livello e io speravo di poter dominare le energie fredde come Aquarius, il mio preferito fra i Cavalieri d’Oro. Col passare del tempo ho rinunciato ai poteri magici e sono finanche diventato freddoloso, ma ho conservato quella capacità di stupirmi dinanzi al fascino del ghiaccio e dei paesaggi innevati che avevo da bambino.
Capirete bene, quindi, che nella mia avventura in Islanda non sarebbe mai potuta mancare una tappa sui ghiacciai, soprattutto considerata la presenza, fra gli altri, del Vatnajökull, il ghiacciaio più grande d’Europa (in termini volumetrici, per estensione è al secondo posto dopo l’Austfonna, nelle Svalbard). Sul territorio islandese sono situati diversi ghiacciai, tuttavia, per motivi di facile raggiungibilità, nella maggior parte dei casi i viaggiatori optano per visitare le distese delle pendici del Vatnajökull a sud del paese, in cui ci si imbatte lungo la Ring Road.
È quello che abbiamo fatto anche io e mia moglie, prevedendo una giornata immersi nella neve all’interno del nostro itinerario complessivo. In questo articolo, vi racconto “solo” l’esperienza di quella singola giornata, che come vedrete è stata piuttosto impegnativa, ma davvero indimenticabile.
Itinerario in breve
L’itinerario descritto di seguito si è sviluppato in una giornata di agosto, mese scelto per il viaggio per poter approfittare delle tante ore di luce a disposizione. Senza questo vantaggio, non sarebbe stato possibile inserire in una singola giornata tutte le tappe che dettaglierò. I mesi estivi non permettono tuttavia di visitare le Ice Caves, alle quali abbiamo dovuto pertanto rinunciare. La visita alle caverne di ghiaccio nei periodi più caldi è stata infatti definitivamente vietata in seguito a un incidente accaduto in tempi recenti, durante il quale il crollo all’interno di una cava ha causato la morte di una persona (in realtà forse sarebbe più corretto dire che la causa dell’incidente sia stata l’incoscienza umana, ma evito ulteriori commenti).
Di seguito una tabella riassuntiva dei punti di maggiore interesse che abbiamo toccato, distribuiti equamente fra mattina e pomeriggio.
| Day time | luoghi visitati | km percorsi | travel time | mappa |
|---|---|---|---|---|
| mattina | Fjadrarglijufur canyon, Skaftafell, Svartifoss, Svinafellsjökull | 145 | 1h50m | Da Vik a Skaftafell |
| pomeriggio | Vatnajökull, Fjallsarlon, Jökulsarlon, Diamond beach, Höfn | 137 | 1h50m | Da Skaftafell a Höfn |
Per il nostro on the road abbiamo noleggiato un’auto 4×4, in modo da poter percorrere le F-roads (strade interne mediamente dissestate chiuse in inverno), ma l’itinerario descritto in questo articolo potrebbe essere agilmente svolto anche con una normale utilitaria.
Mattina: Fjadrarglijufur canyon, Skaftafell, Svinafellsjökull
La nostra giornata inizia da Vik, piccola città nella quale avevamo passato la notte. Il nostro viaggio in Islanda era infatti iniziato due giorni prima, arrivando a Vik da Reykjavik, passando per il Circolo d’Oro.
Dopo aver fatto rifornimento, iniziamo le nostre tappe dal canyon Fjadrarglijufur, un luogo pazzesco che ha accresciuto la sua notorietà grazie alla serie Game of Thrones. Il canyon si trova a meno di un’ora da Vik. Pagati 1000 ISK (6,50€ circa) per il parcheggio, iniziamo la visita del canyon, per cui bisogna prevedere un’ora abbondante. I primi punti panoramici sono facilmente raggiungibili dal parcheggio, ma per vedere quelli davvero mozzafiato bisogna percorrere un breve sentiero, leggermente ripido ma assolutamente fattibile. Tutto il sentiero è un susseguirsi di punti in cui non si riesce a smettere di restare incantati. Il punto più bello è decisamente alla fine del sentiero, ne vale davvero la pena.



Usciti dal parcheggio del canyon, proseguiamo la nostra avventura dirigendoci verso il Parco Nazionale Skaftafell, in cui prevediamo diverse attività. La prima di queste consiste nel visitare la cascata Svartifoss, che dal parcheggio (costo anche qui di 1000 ISK, equivalenti a 6,50€ circa) si raggiunge con un percorso a/r di circa 45 minuti. Si tratta di una cascata dal mio punto di vista molto affascinante per le colonne di basalto che la circondano, ma non grandissima. Foto incluse, si può considerare un’oretta in totale per la visita. Il sentiero per arrivare alla cascata è un po’ in salita per il primo tratto, fino all’inizio della discesa che porta ai suoi piedi, un pò ripida ma fattibilissima. Fate solo attenzione se siete accompagnati (o siete stati preceduti) dalla pioggia, il terreno è un po’ scivoloso.


La seconda attività che svolgiamo nei dintorni del parco consiste nella visita del ghiacciaio Svinafellsjökull, un luogo davvero magico raggiungibile in una decina di minuti di auto dal parcheggio del Parco Nazionale del ghiacciaio Skaftafell. Per arrivarci bisogna naturalmente uscire dal parcheggio, ma una volta pagato, è possibile entrare e uscire un numero illimitato di volte durante la giornata senza dover spendere altri soldi (vale in generale, non solo per il parco di Skaftafell).
Il ghiacciaio Svinafellsjökull non è scalabile, ma vale davvero la pena arrivare ai suoi piedi tramite il brevissimo sentiero pianeggiante raggiungibile dal parcheggio (in questo caso gratuito). Il tutto si riesce a fare in un’oretta scarsa. Misteriosamente, questa chicca è mediamente assente dagli itinerari turistici, infatti siamo completamente da soli, e vista la bellezza del luogo, oltre che la sua facile raggiungibilità, mi sembra davvero incredibile. Rientriamo al parco di Skaftafell intorno a ora di pranzo, per cui ne approfittiamo per rifocillarci.



Pomeriggio: Trekking sul Vatnajökull, Fjallsarlon, Jökulsarlon
La terza attività prevista da Skaftafell è l’escursione sul ghiacciaio Vatnajökull, per la quale ci appoggiamo obbligatoriamente a un’agenzia locale (non è possibile farla in autonomia per ragioni di sicurezza). Ne esistono di diverse, noi abbiamo scelto Arctic Adventure, per motivi di costo e di durata dell’escursione di base, di 4 ore anziché 3 come per tutte le altre agenzie. L’escursione di 4 ore è la più semplice, ma ne esistono naturalmente di diverso tipo, da quelle più easy a quelle più estreme, dal costo ovviamente più elevato. L’escursione di base ha generalmente un costo di circa 90€ (equivalente fra tutte le agenzie), noi riusciamo a pagarne solo 64 a testa, grazie a un monitoraggio serrato dei siti web delle varie agenzie prima di partire, mediante il quale mi sono imbattutto in un momento di sconti massicci sulle prenotazioni online. La prenotazione è stata effettuata un paio di giorni prima della partenza e per un orario prestabilito, ma in generale qualora ci fossero posti liberi in altri turni si può chiedere di essere spostati. Il costo include anche l’affitto dell’attrezzatura. È importante avere un buon paio di scarpe da trekking per adattare i ramponcini, se non si riesce l’agenzia permette di noleggiare anche le scarpe (il costo in questo caso è a parte). Le 4 ore di escursione includono anche il tragitto a/r in bus fino ai piedi del ghiacciaio, una parte di scartoffie per l’assicurazione e le varie spiegazioni. Il trekking dell’escursione di base dura in sé un paio d’ore effettive. L’escursione è tanto bella quanto estremamente turistica, ma del resto era anche atteso che fosse così. Il ghiacciaio comunque è davvero spettacolare, non a caso il buon Christopher Nolan ci ha girato qualche scena del film Interstellar (usando fra l’altro gli stessi ramponcini che avevamo ai piedi!). C’è tempo più che a sufficienza per un po’ di scatti, di cui vi spiattello un campione di seguito.



Al termine della visita, raggiungiamo in circa 40 minuti di auto Fjallsarlon, una delle lagune di ghiaccio della zona, che visitiamo come antipasto di Jökulsarlon, la più nota, che ci aspetta per il gran finale.
Fjallsarlon è piccola ma molto bella, in più è poco gettonata, per cui siamo praticamente da soli. È possibile raggiungere la laguna con gli iceberg percorrendo un sentiero in pochi minuti. Lo scenario è davvero sbalorditivo, peraltro si avvicina il tramonto, che rende tutto ancora più bello.



Restiamo a Fjallsarlon meno di un’ora, giusto il tempo di qualche foto, anche perché c’è il solito vento gelido che ci entra direttamente nelle ossa. Procediamo quindi verso la tappa finale, la laguna di Jökulsarlon, che si prolunga fino a Diamond beach. La laguna è piena di iceberg, che si muovono in acqua scorrendo fino alla spiaggia, contigua alla laguna. Lo spettacolo che si vede qui è davvero indescrivibile.





Questa è l’ultima tappa della giornata, che chiudiamo con l’ultima oretta di strada, necessaria per arrivare fino a Höfn, città in cui abbiamo prenotato l’alloggio. È stata una giornata intensa, oltre alle varie tappe è stata anche la strada stessa a riservarci uno spettacolo fuori dal comune. Di seguito qualche scatto riassuntivo del tragitto da Vik a Höfn.



Conclusioni
La zona dei ghiacciai è stata una delle parti più belle e indimenticabili del nostro viaggio in Islanda. Contrariamente a quanto accaduto nel resto del viaggio, abbiamo fatto tutte le tappe descritte col bel tempo, a parte qualche piccola goccia che ci ha accompagnato durante il trekking sul Vatnajökull. Una giornata estiva è sufficiente a visitare tutto abbastanza degnamente, considerando anche che molte cose sono inaccessibili. Dovendo scegliere il podio delle attrazioni che mi hanno maggiormente colpito, direi:
- Medaglia d’oro a Jökulsarlon, lo spettacolo degli iceberg vale davvero il prezzo del biglietto
- Medaglia d’argento al Svinafellsjökull, una chicca davvero imperdibile, poco gettonata nonostante la facile raggiungibilità dal parco di Skaftafell
- Medaglia di bronzo al Fjadrarglijufur canyon, sembra davvero di essere sul set di un film di fantascienza
Non mi è piaciuto moltissimo il trekking sul Vatnajokull, un po’ troppo turistico per i miei gusti. Non che non valga comunque la pena farlo, ma tornando indietro credo opterei per qualcosa di più lungo (e ricco), oppure più breve (in termini di tempo) a parità di superficie calpestata. Purtroppo non è possibile avventurarsi in autonomia e in questo caso vale la filosofia dello sloveno che ho conosciuto in Dancalia.
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