“Io credo semplicemente che quello che non ti uccide ti renda più… strano!”
Dal Film “Il Cavaliere Oscuro“, C. Nolan, 2008
Indice
Introduzione
Faccio fatica a introdurre questo articolo, perché in fondo non so davvero bene cosa debba scrivere. Astana è stata la città del mio primo incontro col Kazakistan, avvenuto dopo un volo operato da Turkish Airlines durante il quale ero riuscito a dormire poco e male. Non so quindi se fossi effettivamente cosciente di quello che visitavo, oppure se il sonno tormentato abbia offuscato parzialmente la mia lucidità, ma a primo impatto la nuova capitale kazaka mi ha dato la sensazione di essere… strana!
Una città in cui elementi arabeggianti si mescolano al trash dell’ultramoderno, dando vita a un luogo difficile da categorizzare. Del resto, si tratta di una città la cui attuale conformazione è più giovane di me (che sono giovanissimo!), e che, forse per questo motivo, dà l’impressione di non avere avuto il tempo di metabolizzare i cambiamenti che l’hanno caratterizzata a partire dalla sua nascita e di rendersi conto di cosa voglia essere. Per certi versi sembra una metropoli ultramoderna, ma, al contempo, camminare nel centro cittadino trasmette un certo senso di desolazione (ma mai di insicurezza). Astana è una città che spunta dal nulla in mezzo al deserto stepposo, da questo punto di vista ricorda un po’ Las Vegas, sebbene rispetto a quest’ultima sia molto più grande e meno caotica.
Astana è divenuta capitale del Kazakistan nel 1997, rimpiazzando Almaty. Il suo nome significa per l’appunto proprio “capitale”, a dimostrazione del fatto che la fantasia dei kazaki non ha eguali. Nel 2019 il suo nome era stato convertito in Nur-Sultan, dal nome del sultano Nursultan Nazarbayev, per poi ritornare all’ovile nel 2022. Questa informazione apparentemente inutile potrebbe in realtà servirvi nel caso in cui dobbiate prenotare un volo per o da Astana, infatti, con alcuni motori di ricerca, se digitate “Astana” non troverete niente. In quel caso, digitate “Nursultan” e magicamente vi comparirà l’aeroporto di Astana (NZQ). Parlo per esperienza, avendo prenotato i miei voli internazionali tramite Marketplace (per utilizzare dei benefit aziendali).
Dopo aver letto questo articolo, scoprirete se a mio giudizio valesse la pena visitare questa città, e forse anche io, selezionando le foto da mostrare, scoprirò se mi sia piaciuta o meno.
Itinerario in breve
Il motivo principale per il quale ho deciso di visitare il Kazakistan è legato alla regione del Mangystau, che si trova completamente dalla parte opposta dello stato rispetto ad Astana. Tuttavia, per arrivare ad Aktau, località da cui partono i tour del Mangystau, è generalmente conveniente prendere un volo domestico da Almaty o Astana, aeroporti di riferimento per i voli internazionali (ad Aktau si può arrivare anche con voli internazionali, ma la scelta è molto più limitata). Poiché avrei dovuto in ogni caso trovarmi in una delle due capitali dello stato all’andata e al ritorno, ho scelto di atterrare ad Astana e ripartire da Almaty, in modo da poter visitare entrambe le città (e i dintorni, nel caso di Almaty) a costo zero. Questo per dire che in realtà non ero troppo attratto dal visitare Astana, avendo letto descrizioni non esattamente entusiasmanti dai miei concorrenti blogger.
Tuttavia, avendo alla fine deciso di fare quest’esperienza, mi sono documentato bene su cosa ci fosse da visitare nel centro cittadino e pianificato la suddivisione delle tappe. Guardando la mappa della città, è possibile disporre le attrazioni di interesse grossolanamente lungo un percorso tendenzialmente rettilineo che si estende da ovest a est, ad eccezione della Grand Mosque, che si trova in un punto decisamente fuori dalla traiettoria. Il percorso da seguire lungo la linea retta si estende per circa 11 km, lungo i quali ci sono alcuni punti più densi di attrazioni. In particolare, la zona ovest è quella in cui si trovano il Parco degli Amanti e la Nur Astana Mosque, mentre nella parte est sono situati Independence Square e la Moschea del Sultano Hazrat. In mezzo, la Torre Bayterek e il Palazzo presidenziale Ak Orda.
Sono partito dal lato est per motivi di traffico (arrivando in taxi, al momento della prenotazione Google Maps mi suggeriva di fare così) e ho percorso a piedi tutti gli 11 km del rettilineo, per poi ripartire dal lato ovest, facendo tappa intermedia, raggiunta sempre in taxi, alla Grand Mosque. Trovate la mappa del percorso a piedi qui.
Itinerario dettagliato
Arrivo ad Astana
Sono all’incirca le 7:30 quando varco il portellone dell’aereo e metto piede sul suolo della nuova capitale dello stato, consapevole che lascerò la città la sera dello stesso giorno, quando dovrò imbarcarmi su un volo domestico diretto ad Aktau.
Ho una sola giornata a disposizione per visitare la città e in aereo ho dormito poco, ma l’entusiasmo per l’inizio di questo nuovo viaggio è alle stelle. Naturalmente ho già un piano dettagliato su come ottimizzare gli spostamenti, e ho già spiegato alle suole delle mie scarpe che a fine giornata saranno atrocemente usurate.
Al controllo passaporti c’è un tizio che comunica solo in kazako e forse in russo, ma grazie alla gestualità e al fatto che il visto d’ingresso non è necessario per i cittadini italiani, riesco ad ottenere il timbro sul mio documento. In omaggio, ricevo anche una SIM fisica, che posso attivare e utilizzare gratuitamente per 24 ore. Poiché il mio viaggio dura 12 giorni, decido però di tenerla di scorta, e di comprare un’altra SIM in aeroporto, dove trovo, appena dopo i controlli, diverse compagnie pronte a vendermene una. Sotto consiglio di una ragazza autoctona, decido di rivolgermi alla BeeLine.
Cambio un po’ di contanti in aeroporto a una tariffa convenientissima (stando al tasso di cambio che mi segnala Google me ne esco anche avendo fatto un crestino 😊) e lascio il mio bagaglio più grande al deposito dell’aeroporto. La cifra ridicola che pago, insieme alle altre esperienze di qualche minuto prima, mi fa pensare che da quelle parti non siano troppo abituati a ricevere turisti.
Tramite l’App Yandex, che sarà preziosissima anche nei giorni successivi, chiamo un taxi che per 2500 Tenge (equivalenti a circa 3€) mi porta in centro città. Il tragitto dura mezz’ora, durante la quale il tassista mi dice tante cose in kazako, alle quali annuisco sorridendo, senza ovviamente capire una cippa.
Independence Square
Il mio tour della città inizia a Independence Square, una piazza nella quale si trovano una serie di cose vagamente interessanti:
- Il Palazzo dell’Indipendenza, costruito per celebrare l’indipendenza del Kazakistan dall’URSS nel 1991. All’interno del palazzo sono conservati un modellino della città in miniatura e un dipinto di un artista russo che celebra alcuni esponenti politici da tutto il mondo che hanno visitato la città dalla sua fondazione. Poiché ho poco tempo e non ho questo desiderio così opprimente di vedere il palazzo dall’interno, evito la visita, nonostante il costo irrisorio (l’equivalente di pochi centesimi).
- Il Monumento Kazak Eli (Terra dei kazaki), una colonna bianchissima di 91 metri (l’altezza non è casuale, ricorda infatti il 1991) sormontata dalla rappresentazione di un uccello sacro e decorata con bassorilievi che raccontano alcuni importanti avvenimenti legati all’indipendenza.
- Il Muro della Pace, su cui è incisa la parola “pace” in 51 lingue diverse e simboleggia l’impegno del Kazakistan contro le armi nucleari.
- L’edificio principale dell’Università Nazionale kazaka delle Arti.
- Il Museo Nazionale della Repubblica kazaka, che non riesco a visitare per mancanza di tempo.





A pochi passi dalla piazza, si trova inoltre il Teatro drammatico musicale, circondato da una serie di edifici di dubbio gusto (nel senso che non riesco a definire belli, ma neanche brutti).



Moschea del Sultano Hazrat
La tappa successiva a Independence Square è la Moschea del Sultano Hazrat, che, assieme alla Grand Mosque, è senza dubbio l’attrazione da non perdere di Astana. È stata inaugurata nel 2012 ed è una delle moschee più grandi dell’Asia Centrale. La moschea è bellissima già dall’esterno, ma vale assolutamente la pena visitarla anche internamente, le decorazioni sono bellissime e in tipico stile kazako.





Parco Presidenziale
Dopo la visita della Moschea del Sultano Hazrat, è tempo di procedere verso la parte ovest della città. La prima attrazione che mi si presenta davanti attraversando il Parco Presidenziale è la Piramide della Pace e della Riconciliazione, un edificio per l’appunto a forma piramidale costruito nel 2006 in acciaio, vetro e cemento, e fra i simboli della città. Al suo interno si trovano diverse altre cose, fra cui un teatro dell’opera, l’Università della Civiltà e il Museo di storia del Kazakistan, oltre a sale convegni e una biblioteca.
Per essere una delle attrazioni più famose di Astana, devo dire che onestamente mi aspettavo qualcosa in più. Dalla collinetta su cui è edificata la piramide, si ha una discreta visuale del centro cittadino e sul Palazzo Presidenziale, ma nulla per cui restare a bocca aperta.


Oltrepassata la piramide, continuo la mia lunga passeggiata in direzione del Palazzo Presidenziale Ak Orda (orda bianca), dimora del presidente della repubblica kazaka. L’edificio risale al 2004 e spicca per la sua cupola blu, sormontata da una lunga punta dorata, culminante con un sole e un’aquila, sempre in oro. La punta conferisce all’edificio il primato fra i palazzi presidenziali più alti del mondo. Riesco ad addentrarmi maldestramente nel Parco Presidenziale, in cui, come spesso accade nei miei viaggi, ci sono lavori in corso. Sono costretto, per tale motivo, a fare un giro più lungo, che tutto sommato non mi dispiace, anche perché questo mi da la possibilità di vedere qualche scorcio interessante.



Arrivato al Concert Hall dedicato alla cantante lirica Roza Baglanova, trovo finalmente una stradina che permette di approcciare il palazzo. Tuttavia, mentre cerco di addentrarmi, vengo richiamato da un agente di polizia, che mi spiega, tramite un’App di traduzione istantanea, che “quel posto è come la Casa Bianca”, quindi non posso avvicinarmi. A quel punto, avrei voluto dirgli di aver visto la Casa Bianca dal suo cancello principale, ma ne faccio a meno, per evitare di usare Google Translate e consapevole che sarebbe stato comunque inutile.
Ne approfitto quanto meno per osservare un po’ il Concert Hall, edificio come al solito ultramoderno, ma piuttosto figo.


Torre Bayterek
Proseguo successivamente in direzione della Torre Bayterek, il simbolo della città e sua attrazione di gran lunga più nota. La torre è stata costruita nel 1997 (ed è alta 97 metri), per celebrare lo spostamento della capitale del Kazakistan da Almaty ad Astana. L’elemento più importante dell’edificio è il nido posto sulla cima, dimora del leggendario uccello Homa, portatore di felicità. Il nido racchiude una sfera dorata, che rappresenta l’inizio di ogni cosa. La Torre di Bayterek, nel suo complesso, è simbolo della vita. La prospettiva migliore della torre si ha nel piccolo parco in cui si trova la cosiddetta Fontana Cantante, da cui si ha un ottimo scorcio anche sul Palazzo Presidenziale.



Nur Astana Mosque
Dopo aver girato in lungo e in largo nei dintorni della torre, il tour di Astana continua con la Nur Astana Mosque, la quale, oltre ad essere una delle moschee più grandi dell’Asia Centrale, rappresenta un dono scambiato fra il presidente kazako Nazarbayev e l’emiro del Qatar Bin Khalifa. La costruzione della moschea risale al 2005. Il corpo dell’edificio è di colore bianco, mentre la cupola e le punte dei minareti sono in oro. Anche in questo caso, alcune dimensioni sono simboliche: l’altezza della moschea e dei suoi minareti sono esattamente di 40 e 63 metri, rispettivamente come l’età in cui Maometto ricevette la rivelazione e quella della sua morte.
In foto, la moschea appare a mio avviso più bella di come è in realtà, sicuramente non paragonabile alle altre moschee più importanti della città. Può valere comunque la pena visitarla internamente.


Parco degli Amanti
Una volta fuori dalla moschea, mi dirigo verso il Parco degli Amanti, un’area verde abbastanza ampia inaugurata nel 2005 per celebrare il Capital City Day. Accanto al parco, si trovano altre due attrazioni abbastanza note della città. La prima è Khan Shatyr, un centro commerciale a forma di yurta (tipica tipologia di tenda kazaka), considerata come la tenda più alta del mondo, con i suoi 150 metri sopra il terreno; la seconda, il Teatro di Stato dell’Opera, costruito nel 2013 in stile neoclassico. Fra le particolarità di questo teatro, sono da menzionare le rappresentazioni teatrali in cui spiccano, fra gli attori, anche cammelli e altri animali. Il teatro sembra carino, il centro commerciale, invece, un’enorme turistata.
Dico “sembra”, perché non riesco a visitare internamente né Khan Shatyr, né il teatro, a causa dei soliti lavori di ristrutturazione in corso. Prima o poi, mi faranno ministro dei beni culturali a livello mondiale, con tutti i lavori che trovo ogni volta che mi muovo da casa.




Grand Mosque
A questo punto della giornata, ho già percorso oltre 11 km a piedi, la stanchezza inizia a farsi sentire. Mi resta però l’ultima attrazione da vedere, prima di rientrare in aeroporto: la Grand Mosque. Poiché si trova lontano dal resto delle attrazioni già visitate, decido di arrivarci in taxi, prenotato tramite il fedelissimo Yandex. In praticamente tutti gli itinerari consultati sul web, questa moschea non viene minimamente presa in considerazione, e la cosa mi lascia piuttosto perplesso. Si tratta infatti non solo della moschea più grande di tutta l’Asia Centrale, con una capienza di circa 35000 persone, ma anche di un edificio molto suggestivo, sia internamente, sia esternamente, con un mix architettonico di elementi tradizionali e altri più moderni. Spettano alla moschea almeno altri tre primati mondiali, il primo legato alle dimensioni della cupola, il secondo a quelle della porta d’ingresso e l’ultimo alle dimensioni del tappeto fatto a mano che riveste la pavimentazione interna. Fra le decorazioni interne, è certamente da menzionare il mosaico di 100 metri che rappresenta i 99 nomi di Allah ed è realizzato con circa 25 milioni di tessere di vetro colorato.





Il mio tour di Astana si chiude in aeroporto, dove arrivo con l’ultimo taxi della giornata intorno alle 18, abbondantemente in anticipo rispetto alla partenza del mio volo per Aktau.
Conclusioni
Quando ho iniziato a scrivere questo articolo, non mi era ancora chiaro se Astana mi fosse in generale piaciuta o meno. Rivedendo le foto, queste mi sembrano molto più belle rispetto alla realtà che ricordo, e non mi aiutano a dare una risposta chiara al quesito.
Quello di cui sono però sicuro è che, indipendentemente dal fatto di averla effettivamente apprezzata, valesse la pena visitarla a costo zero come ho fatto, ovvero prevedendola come tappa necessaria di passaggio per raggiungere le attrazioni principali dello stato. Tornando indietro, rifarei la stessa scelta, anche perché ritengo che una giornata sia sufficiente a visitare più o meno tutto quello che la città offre. A dire la verità un paio di cose mi sono anche piaciute molto, in particolare la Grand Mosque e la Moschea del Sultano Hazrat, sia esternamente che internamente. Per le decorazioni interne vince la prima, per l’esterno la seconda. La medaglia di bronzo va alla Torre Bayterek, soprattutto per il contesto del parco e della fontana cantante. Avevo invece aspettative migliori sulla Nur Astana Mosque, dalle foto che avevo reperito prima della partenza mi sembrava molto più bella di com’è in realtà. Per il resto, tanto cemento e colori disposti in modo random, che fanno sembrare alcuni scorci suggestivi e altri decisamente più trash.
Breve nota costi: l’unica spesa che ho dovuto affrontare è stato il taxi, per il quale ho speso complessivamente l’equivalente di circa 10€, che includono tutti e tre i tragitti percorsi (aeroporto-centro, Parco degli amanti-Grand Mosque e Grand Mosque-aeroporto). L’ingresso alle moschee, naturalmente, è invece gratuito.

