“- L’aurora boreale? In questo periodo dell’anno? Nella sua cucina?… Posso vederla?
– No!”
I Simpson
Indice
Introduzione
Siamo quasi alla fine del nostro viaggio on the road in Islanda, la nostra Dacia Duster ha già percorso circa 1500 km, ma noi non siamo ancora soddisfatti. Le condizioni climatiche non sono state finora favorevoli, tuttavia le previsioni meteorologiche fanno sperare in qualche sprazzo di cielo limpido. Fino a questo momento, la nuvola di Fantozzi ci è stata costantemente accanto, mentre tornava il sereno in ogni luogo lasciato alle spalle, accompagnato, nonostante il periodo dell’anno poco favorevole, da splendide aurore boreali. Aurore visibili da chiunque, meno che da noi, che siamo sempre pronti a ripartire per nuove, piovose destinazioni. Forse ci dovremmo porre qualche domanda, ma non molliamo.
Dopo aver visitato la magnifica regione di Myvatn, è la volta della penisola di Snæfellsnes, che dista un bel po’ di chilometri da Akureyri, nostra località di partenza. Alla fine della giornata, ne avremo aggiunti infatti alla lista altri 600, la prima metà dei quali quasi senza fermarci. Ma andiamo con ordine.
Itinerario in breve
Analogamente al Circolo d’Oro, la penisola di Snæfellsnes si può considerare come un’Islanda in miniatura, grazie alla presenza di scenari rappresentativi dell’isola nel suo complesso, dai ghiacciai ai campi di lava, passando per cascate e fiordi.
Arrivando da Akureyri, la porta di ingresso della penisola di Snæfellsnes è la città di Stykkisholmur. La distanza che separa Akureyri da Stykkisholmur è di circa 350 km, che secondo Google Maps possono essere percorsi in circa 4 ore e mezza. Il nostro punto di arrivo è invece Borgarnes, località scelta per il nostro pernottamento come compromesso da cui ripartire il giorno successivo alla volta di Landmannalaugar. In mezzo a queste due piccole città, due strade fuori dalla Ring Road, ovvero la 54 e la 574, permettono di visitare comodamente i punti di interesse situati lungo la penisola di Snæfellsnes. Il più importante e noto fra questi è certamente il Monte Kirkjufell, attrazione più fotografata di tutta l’Islanda.
Un’altra fra le attrazioni principali di questa parte d’Islanda è poi il cratere del vulcano Snæffels con il ghiacciaio Snaefellsjokull, menzionato anche da Jules Verne in “Viaggio al centro della Terra”.
Vista la loro collocazione geografica, quindi, la visita di quasi tutte le attrazioni della giornata si svolge nel pomeriggio, secondo il nostro itinerario. Nella tabella di seguito, trovate la lista dei vari punti toccati durante la giornata, dai nomi come sempre impronunciabili, e la mappa del tragitto in auto.
| Attrazioni | km percorsi | travel time | Mappa |
|---|---|---|---|
| Gerouberg Cliffs, chiesetta di Budir, Arnastapi, Malariff Lighthouse, faraglioni di Londragar, spiaggia nera di Djupalonssandur, Olafsvik Rif (in lontananza cascata Svodufoss), Kirkjufell e cascata Kirkjufellfoss, Stykkisholmur, Kolugljufur canyon | 585 | 8h | Akureyri-penisola di Snæfellsnes-Borgarnes |
Fra le altre attrazioni da vedere nella penisola di Snæfellsnes, sono da menzionare anche la grotta di lava Vatnshellir, la cosiddetta Grotta Cantante Sönghellir, e il cratere del vulcano Saxholl.
Itinerario dettagliato
Kolugljufur canyon e arrivo a Stykkisholmur
Ci svegliamo di buon mattino, visto che, come menzionato, sarà la giornata più intensa del viaggio alla guida. L’intera mattinata è dedicata alla strada fino a Stykkisholmur, ridente cittadina da cui inizia il giro della penisola di Snæfellsnes e in cui è prevista la sosta per il pranzo. Dovendo prevedere almeno una fermata a metà strada, scegliamo di cogliere l’occasione per visitare il Kolugljúfur Canyon, attrazione poco nota ai più. Quando arriviamo, infatti, siamo praticamente da soli, nonostante il canyon sia raggiungibile agevolmente con una piccola deviazione dalla Ring road e facilmente accessibile dal parcheggio, oltre a essere veramente un gran bel posto. Qui ci fermiamo per qualche minuto, giusto il tempo di sgranchirci e scattare qualche foto. Non è possibile scendere all’interno del canyon, ma volendo si può fare una passeggiata lungo la parte alta, che evitiamo anche perché il terreno è piuttosto scivoloso a causa della pioggia che ci aveva preceduto.

Arriviamo a Stykkisholmur intorno a ora di pranzo, e mentre ci rifocilliamo ne approfittiamo per fare un giretto nella città, che dal mio umile punto di vista si può morire senza aver visto. L’attrazione più famosa della città è la sua chiesa, dal gusto assolumente discutibile.

Grundarfoss e Monte Kirkjufell
Dopo la nostra pausa pranzo, iniziamo il giro della penisola, partendo da Grundarfoss, una cascata a cui non dedichiamo comunque troppo tempo, anche perché riusciamo ad arrivare solo fino a un certo punto per via della strada chiusa.

Proseguiamo quindi per l’attrazione più fotografata dell’Islanda, ovvero il monte Kirkjufell, che significa letteralmente “montagna a forma di chiesa”. Contrariamente a quanto visto accadere con le altre attrazioni di interesse del paese, qui c’è molta gente. Fortunatamente, arriviamo a un orario in cui in molti iniziano a ritirarsi, sebbene sia ancora in realtà solo la prima metà del pomeriggio. Si tratta di un posto davvero molto affascinante, anche se probabilmente non lo inserirei fra i punti più belli visitati in Islanda. La vista panoramica più nota è facilmente accessibile dal parcheggio, ma vale la pena fermarsi un po’ per godere del panorama circostante. La nostra sosta al monte Kikjufell dura circa un’oretta.



Svodufoss e Djúpalónssandur beach
Al termine della sosta, proseguiamo verso Svodufoss, una piccola cascata in mezzo al nulla, che raggiugiamo con una gradevole passeggiata. Fortunatamente, le condizioni meteorologiche iniziano a fare un po’ meno schifo e il cielo ad aprirsi. Qui siamo completamente da soli. Compreso il tempo della passeggiata, la sosta dura un’oretta scarsa.

Rientrati al parcheggio, ci dirigiamo quindi verso Djúpalónssandur beach, spiaggia sulla quale non avevo grandi aspettative, ma che si è rivelata la parte più gradita di tutta la giornata. Entriamo a questo punto nel Parco Nazionale di Snæfellsnessjökull, percorrendo una strada contornata da distese di lava, che si spingono fino alla spiaggia, facilmente accessibile dal piccolo parcheggio. Una delle particolarità della spiaggia è che su di essa sono presenti i resti di una nave infrantasi sui suoi scogli un po’ di decenni fa, che non sono mai stati rimossi completamente. Il breve sentiero che porta alla spiaggia, facendole anche da cornice, è davvero speciale. Ci fermiamo qui per quasi due ore.





Arnastapi e Budir
Terminata la visita alla spiaggia, facciamo due brevissime soste fra Arnastapi, dove vediamo il panorama di una bellissima scogliera, e a Bjarnafoss, una cascata visibile già dalla strada, prima di arrivare alla chiesetta nera di Budir. C’è appena stata la pioggia, il cielo ci regala un bellissimo arcobaleno che riusciamo a immortalare mentre fotografiamo la chiesa. La sosta qui è piuttosto breve, visto che il parcheggio è proprio di fronte alla chiesa, che è chiusa come quando ti vuoi confessare, per citare un famoso cantautore.

Borgarnes: sprazzi di aurora boreale
La chiesa di Budir è l’ultima attrazione della giornata. Ripreso quindi possesso della nostra auto, procediamo verso Borgarnes, località scelta per la notte, che raggiungiamo con un’ultima ora di strada. A proposito di strada, vale la pena mostrare qualche scatto rubato direttamente dall’auto durante il corso della giornata.

Arriviamo a Borgarnes in serata, trovando non senza fatica il piccolo chalet che avevamo prenotato. Il posto è abbastanza sperduto e il cielo per una volta non completamente coperto, cosa che mi spinge a uscire nelle ore di massimo buio (intorno a mezzanotte/l’una) per provare a scorgere l’aurora boreale. Guardando il cielo, scorgo una nube un po’ atipica, ma nulla di emozionante. Il mio telefono, invece, riesce a captare qualcosa in più. Se comunque dalla foto che vi mostro non vedete nulla, non preoccupatevi per la vostra vista.

Conclusioni
La penisola di Snæfellsnes è stata l’ennesima zona dell’Islanda che ci ha ammaliato con i suoi splendidi paesaggi, che compongono un campione rappresentativo del paese nella sua interezza. La giornata investita per visitare i suoi punti più rappresentativi è stata fra le più stancanti, soprattutto a causa dei tanti chilometri percorsi in auto.
La parte a mio avviso più interessante è stata Djúpalónssandur beach, che considero una spiaggia non meno bella di quella di Reynisfjara. Il Monte Kirkjufell merita invece un onorevole secondo posto, anche se, nonostante il suo primato di presenza sugli album fotografici dei turisti, ritengo che l’Islanda ospiti location più “instagrammabili”. Non commento invece l’Aurora Boreale, troppo poco visibile per poter regalare un’emozione.
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