“I pescatori sanno che il mare è pericoloso e la tempesta terribile, ma non hanno mai trovato questi pericoli una ragione sufficiente per restare a riva.”
V. Van Gogh
Indice
- Introduzione
- Itinerario in sintesi
- Day 1: Arrivo a Coron
- Day 2: Super Ultimate tour
- Day 3: Island hopping
- Conclusioni
Introduzione
Da qualche anno, le Filippine sono diventate una meta molto ambita dai viaggiatori di tutto il mondo. Il motivo di tale interesse risiede nella bellezza delle oltre 7000 isole che compongono il territorio del paese, nelle quali si possono trovare attrazioni fra le più disparate. Dalle risaie alle spiagge da cartolina, passando per vulcani e lagune dalle infinite tonalità, la natura mette in forte imbarazzo chi si trova a dover selezionare i luoghi più imperdibili da visitare. Pertanto, l’idea di costruire un itinerario perfetto che permetta di concentrare le bellezze del paese in tempi ragionevoli è un esercizio che lascio volentieri a chi vive di utopie.
Mentre provavo a buttare giù il mio itinerario sulla base di ciò che mi interessava maggiormente, il mio lavoro è stato reso decisamente più complesso dalle informazioni che ho reperito dalla concorrenza, leggendo pareri contrastanti in merito a quasi tutte le isole. Ho trovato solo una destinazione che sia riuscita a mettere tutti d’accordo: Coron. Sebbene non sia generalmente fan dell’opinione pubblica, ho pensato che una ragione di questo sentire trasversale, che andasse oltre le splendide immagini disponibili sul web, dovesse esserci, e dopo aver visto Coron con i miei occhi, posso dire che per una volta sono contento di potermi accodare al mainstream. In questo articolo cercherò di spiegare il perché.
Itinerario in sintesi
Accompagnato da mia moglie, ho visitato le Filippine nella seconda metà di Aprile 2024. Siamo arrivati a Coron con un volo diretto da Cebu, dopo una tappa a Malapascua, prima isola del nostro itinerario. È possibile arrivare facilmente a Coron anche da El Nido tramite un ferry diretto, oppure partecipando alla cosiddetta Expedition, ovvero un tour di più giorni fra le isole situate fra le due destinazioni. Per maggiori informazioni su questa seconda opzione, vi suggerisco di visitare il sito delle agenzie locali che organizzano l’escursione, fra cui Tao Experience, Buhay Isla, Big Dream Boatman e Keelooma.
Le attrazioni di maggiore rilievo strettamente concernenti Coron sono visitabili attraverso tour in barca giornalieri, prenotabili in genere direttamente tramite la struttura in cui si alloggia, come nel nostro caso. I tour possono essere svolti in gruppo o privatamente. Il vantaggio dei tour privati consiste nella possibilità di scegliere l’orario di partenza e le destinazioni, con la possibilità concreta di anticipare le folle. In merito ai costi, per i tour di gruppo si paga una quota fissa per persona (normalmente intorno a 1500 PHP per escursione, ovvero circa 25€, incluso di tasse e pasti), mentre nei tour privati si divide il costo della barca (variabile fra i 3000 e i 5000 PHP in base alle escursioni, ovvero fra circa 50 e 85€) per il numero di partecipanti e si pagano a parte, per persona, i viveri e le tasse per ogni destinazione (di solito intorno a 150-200 PHP ciascuna, corrispondenti a circa 2-3€). Le escursioni che si possono fare sono essenzialmente due, per cui, se siete fortunati, vi basteranno due giorni per vedere quello che vi interessa. Di seguito un riepilogo del nostro itinerario, che dettaglierò nei prossimi paragrafi.
| Day | Itinerario | Attrazioni principali | Note |
|---|---|---|---|
| 1 | Transfer per Cebu/Coron | Coron town | Volo CEB-USU nel primo pomeriggio. Notte a Coron town |
| 2 | Coron | Super ultimate tour | Notte a Coron Town |
| 3 | Coron | Island hopping | Notte a Coron town |
| 4 | Transfer per El Nido | – | Volo USU-ENI in mattinata |
Nota sui documenti di viaggio: per entrare nelle Filippine, è necessario il passaporto con validità di almeno 6 mesi, non serve il visto ma bisogna compilare un form online gratuitamente prima della partenza. Al termine del processo, viene rilasciato un codice QR da mostrare all’occorrenza.
Day 1: Arrivo a Coron
Arriviamo all’aeroporto di Cebu (CEB) intorno a mezzogiorno, dopo un’avventura di qualche ora iniziata a Malapascua. Il nostro volo parte puntuale, la vista dall’alto è notevole e ci lascia pregustare ciò che vedremo una volta a destinazione.


Dopo un’oretta e mezza circa atterriamo a Busuanga (USU), aeroporto di riferimento per chi si reca a Coron, e prendiamo un van che in un’ulteriore mezz’ora ci porta a Coron town, dove avevamo preso l’alloggio per essere comodi per le escursioni. A causa del poco tempo a disposizione, dedichiamo il pomeriggio alla visita di Coron town e all’organizzazione, tramite l’hotel, delle escursioni per i giorni successivi. Se avessimo avuto maggiore tempo, ci sarebbe piaciuto andare alle Maquinit hot springs, delle terme con vista panoramica, o fare la salita al monte Tapyas, da cui si può apprezzare la vista della baia di Coron, ma con i se non si va da nessuna parte.
Day 2: Super Ultimate tour
La prima escursione, che condividiamo con una coppia di canadesi conosciuti sul gruppo di Facebook “Philippines travel tips” (in generale utilissimo se avete dubbi di qualsiasi tipo), è il Super Ultimate tour, che nel nostro caso comprende la visita alla Twin lagoon, Siete Pecados, Banol beach, CYC beach, Kayangan lake, Barracuda lake, Coral gardens e Skeleton wreck. L’escursione, che facciamo privatamente per cercare di anticipare le masse di turisti che affollano i tour di gruppo, costa in totale 3500 PHP (poco meno di 60€), da dividere fra i 4 partecipanti, più la tassa prevista per ciascuno spot, che varia fra i 100 e i 200 PHP (fra 1,50€ e 3€) a persona. In totale, quindi, sui 35€ a persona, ovvero circa 10€ in più di quello che avremmo pagato per un tour di gruppo. Ci vengono a prendere in tuk tuk per portarci prima al mercato, a scegliere il cibo per il pranzo (non incluso nel costo dell’escursione) che ci avrebbero preparato sul posto, e poi al porto per iniziare ufficialmente il tour. La prima destinazione, alla quale arriviamo rapidamente, è il punto snorkeling dei Siete Pecados, con una buona barriera corallina, ma decisamente non paragonabile ad altre che si possono vedere in giro per il mondo. Lo snorkeling dura poco meno di un’oretta, e non c’è nessuno oltre a noi. Mentre nuotiamo dobbiamo stare attenti a non toccare i coralli, il fondale è davvero poco profondo.









Terminato lo snorkeling, ci dirigiamo verso Kayangan lake, uno dei punti che abbiamo apprezzato maggiormente durante l’escursione. Al nostro arrivo c’è già qualche turista, ma fortunatamente nulla di importante, diversamente da quanto si verificherà al momento della nostra ripartenza. Saliamo subito la scalinata che ci porta alla vista sul lago, che ci lascia incantati, e andiamo successivamente a tuffarci. L’acqua è limpidissima e piuttosto calda.



Terminata la visita a Kayangan lake, proseguiamo verso la Twin lagoon. Qui è già arrivata un po’ di gente, ma la laguna non è ancora troppo affollata, per cui riusciamo ad apprezzarla piuttosto bene. Fra le lagune che abbiamo visto a Palawan, è quella che ci è piaciuta maggiormente. Facciamo il giro della laguna in kayak e troviamo anche una minuscola spiaggia di cui approfittiamo per fare un bagno rinfrescante. Il paesaggio è un paradiso, da solo vale il viaggio. Le foto parlano da sole, anche se non rendono neanche così bene, come spesso accade.








Terminata la visita alla Twin lagoon, è il turno di Banol beach, una spiaggia incantevole che scegliamo anche per la sosta pranzo. Al nostro arrivo ci sono poche barche, ma la spiaggia è piccola, per cui non c’è molto spazio per fare il bagno. Tuttavia la bellezza del posto si riesce ugualmente a cogliere. La spiaggia è probabilmente la più bella che ho visto nelle Filippine, direi anche fra le più belle che abbia mai visto in generale, e fortunatamente ne ho viste un bel po’.



Dopo Banol beach, ci aspetta CYC beach, anch’essa molto bella, ma dal nostro punto di vista leggermente meno attraente rispetto alla prima. Non è possibile arrivare sulla spiaggia direttamente con la nostra imbarcazione, che ci lascia invece leggermente al largo, pertanto dobbiamo coprire a nuoto la breve distanza che ci separa dal bagnasciuga. Anche per questo motivo, non riesco a mostrare molto a livello di foto.

Ci spostiamo quindi a Barracuda lake, in cui troviamo molta folla, per cui dobbiamo arrivare al lago facendo ponte con le barche frapposte fra la nostra e la terraferma. Il lago è di un colore blu intenso, l’acqua è molto limpida ma anche molto profonda, i barracuda non si vedono. A mio avviso, Kayangan lake vince la sfida sul lago più bello fra i due, ma probabilmente anche la densità di turisti ha influito sul risultato finale.
Gli ultimi due spot sono i punti snorkeling di Coral Gardens e Skeleton wreck, quest’ultimo così chiamato per la presenza di un relitto. Ad essere onesto, le mie aspettative erano più alte di quello che poi si è effettivamente visto, tuttavia lo snorkeling non è assolutamente da scartare.


Dopo quest’ultima sosta, ci dirigiamo infine verso il porto e ci godiamo il meritato relax, non prima di avere organizzato l’escursione per il giorno successivo e aver cenato in uno dei locali di Coron Town vicini al nostro alloggio.
Piccola postilla: solitamente i tour privati prevedono la scelta di 6 attrazioni al massimo, da selezionare fra quelle che abbiamo visitato noi. Nel nostro caso è andata diversamente solo grazie a una incomprensione con l’agenzia a cui ci siamo affidati, poichè non avevano specificato che anche per loro fosse così, per cui avevamo richiesto 8 destinazioni senza che nessuno fiatasse fino a poco prima di rientrare. Dovendo scegliere cosa togliere, eviterei Coral gardens e Skeleton wreck, mentre sono assolutamente imperdibili Twin Lagoon, Kayangan lake e Banol beach.
Seconda postilla: il Super Ultimate tour è l’escursione più comprensiva delle attrazioni intorno alla Twin Lagoon. Esistono altre escursioni simili, ma per ottimizzare il tempo suggerisco di specificare che si vuole optare per questa all’agenzia alla quale si decide di affidarsi.
Day 3: Island hopping
Il nostro secondo giorno pieno a Coron è dedicato all’island hopping, ovvero la visita di varie isole con sosta bagno incorporata. Anche in questo caso scegliamo di fare il tour privatamente, alla modica cifra di 5000 PHP totali (circa 85€), che include anche tutte le tasse e il pranzo. Stavolta siamo solo in due, ma siamo anche contenti perché si tratta pur sempre del nostro viaggio di nozze. L’escursione prevede generalmente la sosta in 3 isole, ma poiché noi eravamo da soli e con tour privato, abbiamo scelto di visitarne 4, naturalmente senza costi aggiuntivi. Tutte le escursioni di gruppo prevedono sempre la visita di Bulog Dos e Malcapuya Island, la terza di solito è una fra Banana Island e Ditaytayan Island. Anticipo che, dovendo sceglierne una, suggerisco la seconda.
Come per il giorno precedente, ci vengono a prendere in hotel per portarci prima al mercato a scegliere cosa farci cucinare per pranzo, e poi al porto. Solo che stavolta viaggiamo direttamente in 3 in motorino, rigorosamente senza casco, ma tutto sommato in sicurezza, considerando che abbiamo visto anche famiglie di 5 persone su un unico motorino. E la risposta è no, i motorini lì non sono diversi dai nostri.
La prima sosta è a Bulog Dos, una piccola isoletta che ci godiamo in completa solitudine. L’isola è di una bellezza disarmante, l’acqua cristallina e dai colori paradisiaci. Sull’isolotto è presente una piccola collinetta da cui si può ammirare una vista top. Sostiamo qui finchè non scorgiamo avvicinarsi la prima barca di turisti.



La seconda isola che visitiamo è Banana Island, così chiamata per la sua forma da vista aerea. Anche in questo caso siamo praticamente da soli. Sull’isola è presente anche un resort, ma la gente non si vede. Ci concediamo un po’ di tempo per fare un bagno, includendo anche un po’ di snorkeling leggero. Sull’isola è presente anche una piccola torretta, che permette di apprezzare un minimo di vista dall’alto. Anche qui decidiamo di sostare fino all’arrivo della prima imbarcazione di gente ignota.




La terza sosta è a Ditaytayan Island, dove consumiamo anche il nostro pasto di metà giornata, comunemente detto pranzo. L’isola presenta una lingua di sabbia che la divide in due parti, con sfumature di colori diverse. Assomiglia un po’ a Kalanggaman Island, che avevamo visitato con un’escursione in giornata durante la nostra permanenza a Malapascua. L’acqua è cristallina e lo snorkeling è meritevole, ci offre infatti l’opportunità di vedere, fra le altre cose, una manta con un pungiglione chilometrico.






L’ultima sosta della giornata è a Malcapuya Island. Sull’isola c’è un po’ di gente, ma nulla di drammatico. La barca attracca su un lato dell’isola distante dalla spiaggia dei bagnanti, a cui si accede tramite un brevissimo sentiero. Anche quest’isola spicca per i colori del fondale, oltre che per la sabbia finissima. Restiamo a Malcapuya per una buona oretta, durante la quale la mia fotocamera subacquea mi abbandona dopo essersi tuffata in acqua con la custodia non correttamente chiusa.

Infine, dopo essere rientrati al porto (intorno alle 16:30), organizziamo con l’hotel il transfer per l’aeroporto del giorno successivo, che ci costa 300 PHP a persona (circa 5€). Arriveremo a El Nido senza particolari emozioni, a parte una bella turbolenza che ci farà restare in aria più del dovuto, oltre a farci atterrare e risalire di quota più volte. Ma quella è un’altra storia.
Conclusioni
Dopo Balabac, che metterei fuori categoria, le due giornate trascorse a Coron sono state la parte più bella del nostro viaggio nelle Filippine. Entrambe le escursioni che abbiamo fatto sono state incredibili, e fortunatamente siamo riusciti a godere delle principali attrazioni col meteo favorevole e senza essere circondati da troppi turisti molesti.
Dovendo scegliere i punti di Coron che ho maggiormente apprezzato, oserei dire:
- La Twin Lagoon, dopo Onuk Island il posto più bello che ho visto nelle Filippine, che vale davvero il viaggio
- Banol beach, spiaggia veramente pazzesca, fra le più belle nelle quali sia mai stato
- Kayangan Lake, la vista dal punto panoramico è veramente stupenda, in più i colori del lago sono favolosi
Suggerisco fortemente di ricorrere ai tour privati anziché a quelli di gruppo, in modo da poter anticipare le folle. Questo anche perché il costo dei tour privati non è molto superiore a quello dei tour di gruppo (diversamente da come accade ad esempio a El Nido), anzi potrebbe essere uguale o perfino inferiore se si riuscisse a partire con un gruppo di 6-8 persone. Troverete sul posto gente che avrà il vostro stesso interesse, quindi al vostro posto eviterei di essere timido (come del resto abbiamo fatto noi).
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