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Dal Circolo d’Oro a Vik – fattibile in un giorno?

“Tutte le cose dritte mentono. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo.” – F. Nietzsche

Indice

Introduzione

Fra i paesi che ho avuto la fortuna di visitare, l’Islanda è fra quelli che mi hanno maggiormente colpito per la varietà di paesaggi in relazione alla superficie su cui sono dislocati. Percorrendo una delle strade più scenografiche del mondo, si passa infatti velocemente da Geyser a cascate, da sorgenti termali a vulcani e da piccole caratteristiche città a vasti ghiacciai. Sulla scia di quanto appena riportato, all’interno del territorio nazionale si possono trovare diversi esempi di “Islanda in miniatura”, caratterizzati da una natura che può cambiare nel giro di pochi chilometri anche in modo radicale.

Uno degli esempi di questi campioni perfettamente rappresentativi del paese nel suo complesso è sicuramente il Circolo d’Oro, regione così definita per la preziosità e la disposizione spaziale dei punti di interesse che lo compongono. È qui che si trovano ad esempio i geyser di Haukadalur, le imponenti cascate Gullfoss (letteralmente “cascate d’oro”) e il Parco Nazionale Thingvellir, perla inserita fra i Patrimoni dell’Unesco.

Oltre al Circolo d’Oro, in un itinerario dell’Islanda che si rispetti non può mancare la visita alle attrazioni principali che si incontrano nel tratto di Ring Road che va dalle cascate di Seljalandsfoss e Skogafoss, fra le più famose del paese, fino a Vik, piccola città usata spesso come punto di appoggio per chi viaggia on the road, passando dalla Spiaggia nera di Reynisfjara, spesso menzionata fra le spiagge più suggestive del mondo.

Esistono naturalmente diverse possibilità per visitare le attrazioni fin qui menzionate, che dipendono naturalmente da vari fattori. Ad esempio, grazie alla sua vicinanza con Reykjavik, la visita al Circolo d’Oro può essere organizzata con un round trip in giornata con partenza dalla capitale, oppure si può decidere di inserire i suoi punti di interesse in un viaggio itinerante che si sviluppa lungo la Ring Road.

Poiché il nostro itinerario prevedeva il giro dell’intero anello islandese in un numero limitato di giorni, la nostra scelta è ricaduta sulla seconda opzione (“la seconda che hai detto”, direbbero i sostenitori di Quelo). In particolare, abbiamo deciso di fare il giro in senso antiorario, percorrendo quindi prima il tratto a sud dell’isola, partendo da Reykjavik.

Trattandosi di una lunga lista di luoghi diversi, nella maggior parte degli itinerari che ho reperito dalla concorrenza (ormai sono un travel blogger affermato 😊), il Circolo d’Oro e il tratto di Ring Road fino a Vik vengono visitati in due giornate consecutive. Poiché però amiamo le sfide, noi abbiamo provato a concentrare i punti di maggiore rilievo in un’unica giornata, consapevoli che in ogni caso sarebbe stato un tour de force intenso, programmando minuziosamente gli spostamenti. Facendo un giro sul web (in particolare sui social), in molti si chiedono della fattibilità di questa soluzione, per cui in questo articolo proverò a risolvere questo dubbio amletico sulla base della nostra esperienza, vissuta ad Agosto 2024.

Itinerario riassuntivo

Prima di mostrare l’itinerario della giornata, è importante fare una piccola digressione in merito al Circolo d’Oro. Come menzionato in precedenza, i suoi punti di interesse principali sono di diversa natura, ma possono essere raggruppati in base alla loro famiglia di appartenenza. In particolare:

  1. Il Parco Nazionale di Thingvellir, patrimonio dell’Unesco e luogo in cui venne proclamata l’indipendenza del Paese
  2. Cascate: Gullfoss, Bruarfoss e Faxifoss
  3. Geyser: fra questi Geysir, il più antico del mondo, e Strokkur, unico geyser attivo in Europa
  4. Laghi termali: Apavatn, Laugarvatn e Secret Lagoon
  5. Cratere vulcanico di Kerid

Facendo un po’ di conti con il valido aiuto di Google Maps, la visita di tutte le attrazioni presenti nell’elenco sopracitato richiede circa 2 ore e 30 minuti solo di strada, partendo dal Parco Nazionale di Thingvellir e terminando a Kerid (vi linko la mappa che minimizza gli spostamenti), a cui bisogna aggiungere poi il tempo necessario per visitare ciascuna tappa in modo sufficientemente dignitoso. Ora, l’Islanda è uno di quei territori che richiederebbe in modo particolare lunghe soste meditative dinanzi a ogni meraviglia che si incontra, tuttavia si sa che il tempo, oltre ad essere il migliore degli autori (riesce a trovare sempre il finale più adatto ad ogni storia, come sosteneva Charlie Chaplin), è al contempo anche il peggiore dei tiranni, e ci costringe di conseguenza a fare delle scelte. Pertanto, avendo deciso di arrivare fino a Vik al termine della giornata, e non avendo altra scelta se non quella di provare ad arrivarci possibilmente vivi, ci siamo limitati ad un’attrazione per famiglia, selezionando quelle che ci sembravano più irrinunciabili, e lasciando inoltre la Secret Lagoon per la fine del viaggio, avendo deciso di ritornare da quelle parti per visitare Landmannalaugar (di cui parlerò in altri articoli).

Di seguito riporto l’itinerario della giornata, definito partendo dal presupposto di sfruttare al meglio le tante ore di luce a disposizione nel mese di Agosto, suddividendo le tappe equamente fra mattina e pomeriggio in termini di chilometri percorsi.

Day timeAttrazioniluoghi visitatikm percorsitravel timemappa
mattinaAnello d’oroGullfoss, Geyser di Haukadalur,
lago Laugarvatn, Thingvellir,
(cascata Oxarafoss, gole di Almannagja), Kerid
1752h30mAnello d’oro
pomeriggioDa Kerid a VikSeljalandsfoss e Gljufrabui, Skogafoss, spiaggia nera di Reynisfjara, Dyrhólaey, Vik1702h30mDa Kerid a Vik

Per il nostro on the road abbiamo noleggiato un’auto 4×4 con assicurazione full, che ci ha accompagnato per tutto il viaggio e che abbiamo scelto per poter percorrere le cosiddette F-roads, ovvero strade particolarmente malmesse non adatte ad auto più leggere. L’itinerario di cui parlerò in questo articolo, tuttavia, può essere percorso anche con una semplice utilitaria, come tutto il resto della Ring Road, non essendo previste in questo tratto deviazioni su F-roads.

Circolo d’Oro

Iniziamo così il nostro on the road alzandoci naturalmente molto presto, in vista dei circa 350 km di strada totali previsti per la giornata. Usciti da Reykjavik, la nostra prima tappa è il Parco Nazionale di Thingvellir, che ospita al suo interno a sua volta diversi punti notevoli. I nostri obiettivi principali sono la cascata Oxarafoss e le Gole di Almannagja, per raggiungere le quali si passa da tutte le altre attrazioni situate lungo il sentiero, dai nomi impronunciabili e difficilmente memorizzabili, che vedete elencate nell’immagine sottostante con le relative distanze da percorrere.

Mappa del Parco Nazionale di Thingvellir

Una volta pagato il parcheggio, per cui spendiamo 1000 ISK (equivalente a circa 6,50€), la visita dura in totale un paio di ore abbondanti, le distanze non sono eccessive e si cammina essenzialmente in piano. Le gole sono davvero molto suggestive, la cascata è piuttosto bassa ma ha il suo perché.

Usciti dal parco, proseguiamo verso la zona dei Geyser di Haukadalur, che raggiungiamo in una mezz’oretta di auto. Il parcheggio è subito di fronte i geyser, che si intravedono già dall’auto. Le attrazioni principali sono Geysir, il più antico dell’Islanda (risale a circa 8000 anni fa) ora inattivo, e soprattutto Strokkur, che invece è attivissimo (unico in Europa a quanto pare) e regala un bellissimo spettacolo ogni 7-10 minuti, con getti che possono arrivare fino a una ventina di metri di altezza. Ci sono anche altri geyser inattivi che si possono visitare con una breve passeggiata. Nell’arco di un’oretta si riesce a vedere tutto abbondantemente.

Terminata la visita dei geyser, ci dirigiamo verso Gullfoss, una delle cascate più maestose dell’Islanda, che fra tutte è quella che ho maggiormente apprezzato. La cascata presenta due salti, il più elevato dei quali è di circa 20 metri. Raggiungiamo il parcheggio in pochi minuti di auto, e da lì la cascata con una breve passeggiata, che ci consente di ammirarne tutte le sue sfumature da diversi punti panoramici. Per la visita, si può considerare un’oretta circa.

Successivamente, facciamo rotta verso Kerid, un cratere all’interno del quale è presente un piccolo lago verde molto suggestivo, a cui arriviamo in circa 45 minuti di auto, giungendo intorno a ora di pranzo. Non si paga parcheggio, ma è richiesto un contributo per la visita di 600 ISK (circa 4€). È presente un sentiero sul ciglio del cratere che può essere percorso in pochi minuti e che permette di apprezzarlo da diverse angolazioni. È anche possibile scendere al suo interno, fino al laghetto, situato a una profondità di oltre 50 metri dal punto più alto. Anche in questo caso, si fa tutto in un’oretta abbondante.

Da Kerid a Vik

Terminata la visita del cratere, raggiungiamo in circa un’ora e un quarto Seljalandsfoss, una delle cascate più note e fotografate dell’Islanda. Al nostro arrivo c’è infatti molta gente. La particolarità principale della cascata risiede nella possibilità di vederla da dietro, circumnavigandone l’anello, per il resto non mi è sembrata più affascinante di tante altre visitate durante il viaggio, pur avendo comunque un suo perchè. La cascata è facilmente raggiungibile dal parcheggio, per cui si pagano i soliti 1000 ISK (6,50€ circa).

Proseguendo a piedi lungo il breve sentiero adiacente la cascata, si raggiunge Gljufrabui, una cascata nascosta, per vedere la quale bisogna mettersi in fila, che può essere piuttosto lunga. La visita di entrambe le cascate è fattibile in un’oretta.

Gljufrabui

Ci dirigiamo successivamente verso Skogafoss, altra famosa imponente cascata con un salto piuttosto rilevante, distante una mezz’oretta di auto da Seljalandsfoss. Anche questa cascata è facilmente raggiungibile dal parcheggio (gratuito), e in più è presente un sentiero breve ma ripido che permette di vederla dall’alto. Tuttavia non consiglio troppo di fare il sentiero perché la visuale della cascata non è molto ampia e si apprezza meno che dai piedi.

Terminata la visita, anche in questo caso di un’oretta comoda, raggiungiamo in una mezz’oretta prima Dyrhólaey e poi la la Spiaggia nera di Reynisfjara. A Dyrhólaey si possono vedere dei bellissimi panorami, di cui uno molto suggestivo sulla spiaggia nera. Troviamo anche una colonia di Paffins, dei simpatici uccelli tipici dell’Islanda. La visita dura la solita oretta, anche in questo caso è tutto facilmente raggiungibile dal parcheggio. In più, si tratta di una zona molto ventilata, per cui restare a lungo non è troppo consigliabile.

Successivamente, raggiungiamo in pochi minuti di auto la Spiaggia nera di Reynisfjara, la più famosa e fotografata dell’Islanda per via delle colonne di basalto ricavate sulle rocce della spiaggia, oltre che per il colore della sabbia. Spiaggia che si raggiunge direttamente dal parcheggio, per il quale paghiamo i soliti 1000 ISK (6,50€ circa). La parte di spiaggia visitabile non è molto lunga, ma fra il vento e le pietre richiede un minimo di sforzo fisico.

Dopo la visita della spiaggia nera, al solito di un’oretta abbondante, la nostra autonomia inizia a farsi benedire, per cui terminiamo la giornata dirigendoci verso Vik, dove passeremo la notte in un piccolo ma bellissimo chalet. Arriviamo al nostro alloggio intorno alle 21, con la luce naturale agli sgoccioli.

Conclusioni

Volendo sintetizzare con un’unica parola la risposta alla domanda sintetizzata dal titolo dell’articolo che state leggendo, ne trovo solo una adatta allo scopo: dipende. O meglio, direi più precisamente che le possibilità sono essenzialmente 3:

  1. Se avete molte ore di luce a disposizione (ovvero siete in Islanda nei mesi estivi) e rinunciate ad alcune attrazioni mirate, la risposta è affermativa, a patto naturalmente di alzarvi presto, evitare perdite di tempo e avere una buona resistenza fisica.
  2. Se non volete rinunciare a qualche attrazione del Circolo d’Oro, la risposta è negativa, anche nell’ipotesi di avere le ore di luce dalla vostra parte.
  3. Se avete poche ore di luce a disposizione (ovvero vi trovate in Islanda nei mesi invernali), la risposta è sicuramente negativa, anche se tagliate sul Circolo d’Oro.

Vengo ora alla classifica delle attrazioni che meritano il podio fra quelle che mi hanno maggiormente colpito:

  1. Vista panoramica della Spiaggia Nera di Reynisfjara da Dyrhólaey
  2. Gullfoss
  3. Parco Nazionale di Thingvellir

Detto questo, visti gli scenari stupendi che si presentano continuamente lungo la strada, in questa circostanza forse più che in altre vale la pena ricordare che, come direbbe qualcuno, l’importante non è tanto quello che troviamo alla fine della corsa, ma quello che sentiamo mentre corriamo.

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