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El Nido

“- Lei è stato arrestato almeno cinque volte per aggressione. Cosa sa dirmi in proposito?

– Cinque combattimenti. Rocky Marciano ne ha fatti quaranta ed è diventato miliardario!

Dal Film Qualcuno volò sul nido del cuculo, M. Forman, 1975

Indice

Introduzione

La scelta dell’aforisma introduttivo di questo articolo è il risultato finale di una sfida all’ultimo sangue fra una pietra miliare del cinema e la poesia di G. Pascoli “Il gelsomino notturno”. Poiché le Filippine sono state la meta del mio viaggio di nozze, forse la poesia di Pascoli sarebbe calzata più a pennello, tuttavia ho deciso di assegnare la vittoria alla pellicola di Milos Forman, che mi ha particolarmente colpito per come racconta, fra le altre cose, lo sconvolgimento della routine quotidiana ad opera di un mix perfetto fra libertà e follia. Libertà e follia, due componenti fondamentali che cerco di intrecciare nei miei viaggi, alla ricerca di emozioni da vivere sul momento e custodire successivamente fra i miei ricordi.

El Nido rappresenta la destinazione tramite la quale ho sentito parlare per la prima volta di Palawan, isola considerata da molti fra le più belle e suggestive del mondo. Sognavo quei luoghi selvaggi guardando sul web le immagini della Big Lagoon, e dicevo a me stesso che prima o poi i miei occhi avrebbero dovuto ammirare dal vivo quella straordinaria bellezza.

Come accade per Coron, anche El Nido è solitamente inserita dai viaggiatori fra le mete imperdibili delle Filippine. Nei suoi dintorni, sono infatti presenti alcuni dei paesaggi più caratteristici e noti di Palawan, in più è possibile accedere a splendide spiagge senza dover ricorrere a escursioni in barca.

Itinerario in breve

Accompagnato da mia moglie, ho visitato le Filippine nella seconda metà di Aprile 2024. Siamo arrivati a El Nido con un volo diretto da Coron, scegliendo l’aereo fra le varie opzioni disponibili (aeroporto di riferimento El Nido, ENI). In alternativa, è possibile raggiungere El Nido da Coron tramite un ferry diretto, oppure partecipando alla cosiddetta Expedition, ovvero un tour di più giorni fra le isole situate fra le due destinazioni. Per maggiori informazioni su quest’ultima opzione, vi suggerisco di visitare il sito delle agenzie locali che organizzano l’escursione, fra cui Tao Experience, Buhay Isla, Big Dream Boatman e Keelooma.

Le attrazioni di maggiore rilievo strettamente concernenti El Nido sono visitabili attraverso tour in barca giornalieri, prenotabili in genere direttamente tramite la struttura in cui si alloggia, oppure scegliendo una delle tante agenzie presenti nei pressi del porto. I tour possono essere svolti in gruppo o privatamente. Il vantaggio dei tour privati consiste nella possibilità di scegliere l’orario di partenza e le destinazioni, con la possibilità concreta di anticipare le folle. In merito ai costi, per i tour di gruppo si paga una quota fissa per persona (normalmente intorno a 1500 PHP per escursione, ovvero circa 25€, incluso di tasse e pasti), mentre nei tour privati si divide il costo della barca, che sale con il numero di partecipanti, e si pagano a parte i viveri. Il costo dei tour privati di El Nido è più alto di quelli di Coron, con prezzi che partono da 9000 PHP (circa 135€) per un tour di 2 persone. Il costo aumenta poi all’incirca di 1000/1500 PHP per ciascun componente aggiuntivo, quindi meglio essere in tanti per pagare meno.

Ci sono essenzialmente 4 tour di gruppo che partono da El Nido, denominati con molta fantasia A, B, C e D. Ciascun tour prevede 5 soste, che non cambiano (quindi l’agenzia X e l’agenzia Y intendono la stessa cosa per Tour D, ad esempio). Alcune agenzie propongono anche dei tour di gruppo combinati. In questo caso, sono previste sempre 5 soste, scelte però fra due tour diversi. Anche con i tour privati è generalmente possibile ricorrere alle combo, in questo caso il vantaggio è che si possono scegliere le soste che si vogliono (sempre 5 al massimo). I tour più gettonati sono A e C.

Se non si vuole prendere parte a escursioni in barca, o se si ha qualche buco da riempire, El Nido offre diverse spiagge facilmente raggiungibili (solitamente in motorino o tuk-tuk). La spiaggia più rinomata è sicuramente Nacpan Beach, molto lunga e in parte attrezzata. Fra le altre spiagge, sono da menzionare Lio Beach, situata nei pressi dell’aeroporto, Duli Beach e Las Cabanas Beach, quest’ultima ubicata nella località limitrofa di Corong Corong e famosa per i tramonti spettacolari.

Di seguito il recap del nostro itinerario.

DayAttrazioni principaliNote
1Transfer da Coron + Lio beachVolo USU-ENI in mattinata. Notte a Corong Corong
2Tour C + DNotte a Corong Corong
3Tour A + BNotte a Corong Corong
4Nacpan beach + transfer per Puerto PrincesaNotte a Puerto Princesa

Nota sui documenti di viaggio: necessario il passaporto con validità di almeno 6 mesi, non serve il visto ma bisogna compilare un form online gratuitamente prima della partenza. Al termine del processo, viene rilasciato un codice QR da mostrare all’occorrenza. Tutte le informazioni si trovano sul sito Viaggiare sicuri.

Day 1: Lio Beach e tramonto a Las Cabanas beach

Come menzionato in precedenza, arriviamo a El Nido tramite un volo domestico da Coron. La scelta di questa opzione, pur essendo la meno preferita, è stata dettata dalla tirannia del tempo. L’opzione preferita sarebbe stata infatti l’Expedition, ma questo avrebbe comportato il taglio di una destinazione fra Malapascua/Kalanggaman e Siargao, alle quali tenevamo molto. Inoltre, la traversata diretta in barca dura circa 4 ore, ed è prevista ad orari che non permettono di fare altro durante la giornata, per cui abbiamo deciso di ricorrere al volo domestico di 40 minuti, con partenza di primo mattino.

Arriviamo a destinazione intorno alle 11, e raggiungiamo il nostro hotel a Corong Corong col solito tuk tuk fatiscente. Dopo il check-in, prendiamo un altro tuk tuk per recarci a Lio beach, ritornando verso l’aeroporto. L’acqua è molto limpida, la spiaggia ha una vegetazione florida, ma i colori del fondale non sono così speciali. Sulla spiaggia sono presenti vari alberi sotto i quali ci si può appostare, e qualche locale in cui, volendo, si può prendere qualche consumazione.

Lio Beach

Restiamo sulla spiaggia per tutto il pomeriggio, ritornando a Corong Corong per il tramonto, che andiamo a vedere a Las Cabanas beach (altro nome di Maremegmeg beach). Avevo sentito parlare dei colori intensi di cui si tinge il cielo, ma non credevo che fosse davvero così, finchè non l’ho visto con i miei occhi. Decisamente il tramonto più bello che abbia mai visto (foto scattate con un semplice cellulare, come sempre nessun filtro). Sì, più emozionante di quelli visti in Tanzania, Namibia, Australia o Maldive.

Tramonto a Las Cabanas beach

Day 2: Tour C + D

Per il nostro primo giorno pieno a El Nido, decidiamo di partecipare ad un tour combinato C+D, affidandoci all’agenzia Kraken Adventure di El Nido, di cui avevo sentito parlare sui social. L’escursione copre sempre 5 destinazioni in totale, ma il costo è all’incirca doppio rispetto a quello degli altri tour di gruppo (nel nostro caso 3400 PHP a persona, ovvero circa 55€, pranzo incluso), nonostante non si tratti di un tour privato. Il vantaggio della nostra scelta consiste nel fatto che l’escursione con questa agenzia parte a orari differenti da quelli delle altre, per cui permette di visitare tutte le destinazioni praticamente in solitudine. E vedere la Small lagoon senza turisti molesti davvero non ha prezzo! Inoltre il pranzo è veramente buono e sono incluse le bibite, cosa che a noi interessava poco, non essendo grandi bevitori, ma c’è chi ha bevuto decine di birre, praticamente ripagando l’extra rispetto a una normale escursione di gruppo.

La nostra escursione prevede soste a Pansandigan cove, Matinloc Island, Helicopter Island, Small lagoon e Hidden beach. Su quest’ultima spiagga, fino a pochi giorni prima stavano girando la serie Survivor (o qualche programma simile, che comunque non guardo).

La prima destinazione è Pansandigan cove, una piccola grotta a cui si accede da una stretta fessura fra le rocce. La grotta è adiacente a una bellissima spiaggia, sulla quale però non abbiamo sostato per il bagno, rimandandolo alle soste successive. Attraversando la fessura, si nota la presenza di svariate piccolissime meduse, assolutamente innocue. La mia fotocamera subacquea mi aveva abbandonato a Coron, quindi non riesco a mostrare immagini della grotta, che comunque non mi è sembrata imperdibile.

Pansandigan Cove

Terminata la sosta, durata non più di un quarto d’ora (anche perché la grotta è davvero piccolissima), ci dirigiamo verso la Small lagoon, che visitiamo praticamente da soli. La laguna è davvero stupenda e si riesce a girarla tutta in kayak in pochi minuti. La vista della laguna fa da sfondo anche al nostro ottimo pranzo.

Una volta consumato il nostro meritato pasto, ci dirigiamo verso Matinloc Island ed Helicopter Island per una sosta snorkeling, in cui ci divertiamo a inseguire enormi tartarughe, in compagnia però di tante meduse un po’ urticanti praticamente invisibili (che incontreremo spesso a El Nido), e successivamente a Hidden beach per una sosta bagno.

Hidden beach

Al termine della sosta a Hidden Beach, rientriamo verso il porto di El Nido, concludendo l’escursione con la vista del tramonto su Helicopter Island dalla barca.

Helicopter Island

Rimasti molto contenti dall’organizzazione dell’escursione, avremmo volentieri fatto il tour combinato A+B con la stessa agenzia il giorno successivo, purtroppo però abbiamo dovuto rinunciare perché l’agenzia non parte di domenica, giorno che si apprestava a iniziare.

Day 3: Tour A + B

Decidiamo quindi di fare il tour A privatamente il giorno successivo insieme ad altre 4 persone conosciute in loco, facendoci assistere per l’organizzazione dal capitano della barca del tour combinato C+D (ma senza coinvolgere Kraken Adventure), che ci fa un ottimo prezzo (11000 PHP in totale, ovvero circa 180€ da dividere in 6, pranzo incluso), offrendoci anche la possibilità di inserire qualche tappa del tour B, qualora avessimo voluto.

Sotto suggerimento del capitano, decidiamo di inserire Entalula beach (del tour B) al posto di Payong Payong beach (tour A), mentre le altre destinazioni restano quelle del tour A, ovvero Big lagoon, Shimizu Island, Seven Commando beach e Secret Lagoon. Avevo proposto al resto dei partecipanti di sostituire Secret Lagoon (tour A) con Snake Island (tour B), ma la proposta mi è stata bocciata. Col senno del poi, eravamo tutti d’accordo che sarebbe stata invece la scelta più giusta.

Anyway, il nostro tour inizia abbastanza male a causa di ritardi immensi dovuti alla scarsa organizzazione del personale di bordo, che non si rivela assolutamente all’altezza di quello del giorno precedente, ma riusciamo comunque a partire a un orario decente, anche se insieme alle barche dei tour di gruppo. Ci dirigiamo subito alla Big Lagoon, cercando di anticipare gli altri gruppi, e in linea di massima non va così male. Dopo aver contrattato il prezzo, grazie a un componente del nostro gruppo che aziona la modalità martello pneumatico, visitiamo la laguna in kayak a prezzo stracciato. L’impressione è che si tratti di qualcosa di molto simile alla Small lagoon, più estesa ma dai colori molto simili e ugualmente affascinanti. Impieghiamo un’oretta buona per fare il giro della laguna, fermandoci anche per una rinfrescata.

Dopo la lunga fermata alla Big lagoon, ci dirigiamo prima alla Secret Lagoon, che si rivela un po’ una delusione, e poi a Shimizu Island, dove decidiamo di pranzare. Successivamente, dopo essere passati di sfuggita da Payong Payong beach, facciamo una lunga sosta bagno a Entalula beach. La spiaggia è molto bella e selvaggia, recentemente è stata anche inserita fra le prime 10 spiagge più belle del mondo (anche se dal mio punto di vista è a malapena fra le prime 10 spiagge più belle che abbia visto nelle sole Filippine, sebbene comunque assolutamente meritevole). Ci concediamo un po’ di relax approfittando della totale assenza di gente e della sabbia bianca e soffice per fare una passeggiata, immersi fra il rumore delle onde.

Entalula beach

Ripartiti da Entalula beach, l’ultima sosta è a Seven Commando beach, una delle spiagge più note della zona. La spiaggia è piuttosto grande e affollata, ne approfittiamo anche per fare una partitella ignorantissima di beach volley con dei ragazzi filippini trovati lì, talmente scarsi che a confronto sembro un campione olimpico pluridecorato.
La sosta non è lunghissima, ma prima di rientrare a Corong Corong, da cui eravamo partiti, ci concediamo un ultimo bagno.

Approfittiamo infine di essere a Corong Corong per ripetere l’esperienza del tramonto dei giorni precedenti, prima di rientrare in hotel. Chiudiamo infine la giornata organizzando i transfer del giorno successivo, il primo per visitare Nacpan beach e l’altro per arrivare a Puerto Princesa nel pomeriggio.

Day 4: Nacpan beach e transfer per Puerto Princesa

Ci alziamo sufficientemente presto per andare a Nacpan beach, per cui si impiegano circa 50 min (one way), in modo da riuscire a rilassarci un po’ in vista dei giorni successivi, che si prevedono molto intensi. A Nacpan beach c’è pochissima gente, la spiaggia è molto bella e anche i colori del mare sono assolutamente meritevoli. Tuttavia, anche qui riscontriamo il problema meduse, per cui riusciamo giusto a fare un bagno breve, ma ne approfittiamo per passeggiare lungo la riva, visto che la spiaggia è molto lunga, e prenderci un po’ di tempo per pranzare.

Rientrati in hotel, ci aspetta il van che ci porterà a Puerto Princesa in circa 5h, per la cifra di 600 PHP a testa (circa 10€). Il viaggio è poco entusiasmante, spazi stretti e qualche passeggero maleodorante, ma tutto nella norma. Arrivati a Puerto Princesa andiamo subito a cena e rientriamo presto in hotel, perché il giorno successivo ci aspetta una sveglia alle 3 di mattina, con cui avrà inizio il nostro tour di Balabac. Ma quella è un’altra storia.

Conclusioni

In molti ritengono che El Nido sia molto simile a Coron e secondo me hanno buone ragioni per farlo. Alcune persone mi hanno chiesto quale preferissi fra le due, quindi provo a rispondere, evidenziando prima alcune differenze sostanziali.

Rispetto a Coron, a El Nido c’è più da fare. Come scritto nell’articolo dedicato, per visitare Coron bastano due giornate piene, la prima per il Super Ultimate Tour (o similari) e la seconda per il tri-island hopping. Volendo partecipare a tutti i tour di El Nido, senza ricorrere alle combo, servirebbero invece 4 giorni. In più, a differenza di Coron, El Nido possiede delle ottime spiagge, visitabili senza ricorrere alle escursioni in barca.

Tuttavia, pensando a ciò che mi ha emozionato maggiormente, fra El Nido e Coron scelgo senza dubbio la seconda. Per alcuni versi, infatti, El Nido mi è sembrata un po’ la brutta copia di Coron. Ad esempio, la Twin Lagoon vince a mio avviso il confronto con la Big e la Small Lagoon, così come ritengo Banol beach e le spiagge del tri-island hopping superiori a tutte quelle visitate durante le escursioni a El Nido (anche rispetto a Entalula beach, nonostante quello che sostengono improbabili classifiche stilate dagli “esperti”). Infine, anche Coron Town mi è sembrata molto più carina rispetto ai centri urbani di El Nido e Corong Corong.

Detto questo, non può mancare, al solito, il podio dei momenti migliori:

  1. Il tramonto a Las Cabanas beach, il più bello a cui abbia mai assistito fino al momento della pubblicazione dell’ articolo che avete appena letto.
  2. Small e Big Lagoons, simili fra loro e ugualmente stupende.
  3. Hidden beach

Col senno del poi, credo che ricorrere alle combo sia stata una buona idea, ma tornando indietro seguirei certamente il consiglio di sostituire la Secret Lagoon, che è stata piuttosto deludente, con Snake Island. Molto bella anche Nacpan beach, mentre Lio Beach non mi ha entusiasmato particolarmente.

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