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La Grande Barriera Corallina e il Queensland

Potevo attraversare litri e litri di corallo

Per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci

F. De Andrè, Amico Fragile

Indice

Introduzione

Sebbene i versi di De Andrè con cui introduco l’articolo che state leggendo si riferiscano in realtà a tutt’altro (per chi non conoscesse la canzone “Amico Fragile”, consiglierei vivamente di colmare questa lacuna), voglio riadattarli liberamente in un senso diverso, ovvero a quello a cui pensavo mentre nuotavo fra i coralli di Michaelmas cay e Hastings reef: abbandonatemi qui.

L’immagine della Grande Barriera Corallina è fra quelle che, probabilmente, ognuno di noi ha bene in mente, pur senza aver visto necessariamente quel paradiso dal vivo. Un luogo in cui la differenza fra sogno e realtà diventa impercettibile, per i colori incredibili creati da coralli vivi e bianchissimi circondati da acque turchesi.

Ho avuto la fortuna di vedere un campione abbastanza significativo della Grande Barriera Corallina ad Agosto 2023. Sebbene Agosto non sia in generale il mese migliore per visitare l’Australia, la visibilità della Grande Barriera Corallina in quel periodo è massima. Inoltre, le temperature nel Queensland, regione al largo della quale è situata la barriera, si aggirano generalmente intorno ai 27-28 gradi di giorno, con cielo mediamente soleggiato (cosa che posso fortunatamente confermare). Nei mesi corrispondenti al nostro inverno, le precipitazioni sono invece più abbondanti, soprattutto a nord. Un altro importante vantaggio del periodo estivo è rappresentato dall’assenza delle cubo-meduse, ovvero meduse altamente pericolose (da essere talvolta letali), che si allontanano in cerca di acque più calde.

In compenso, potete trovare qualche coccodrillo di mare, ovvero l’animale dal morso più letale che esista sulla faccia della Terra (che peraltro non si crea problemi ad attaccare l’uomo), ma solo se andate in determinate località… come abbiamo fatto noi! Vi racconto tutto con calma nel seguito dell’articolo.

Cosa vedere nel Queensland

La Grande Barriera Corallina si estende lungo la costa est dell’Australia per oltre 2000 chilometri, su una superficie complessiva grande poco più dell’Italia, che le permettono di ottenere il primato di barriera corallina più grande del mondo, addirittura visibile dallo spazio. Se fate parte della categoria dei “povery” che non dispongono di uno yacht, come il sottoscritto, il modo migliore per visitare la barriera consiste nel percorrere il tratto di costa lungo cui la barriera si sviluppa, fermandosi in alcune località particolarmente attrezzate, da cui organizzare escursioni giornaliere verso il cosiddetto “outer reef” (ovvero il reef più lontano dalla costa). È possibile raggruppare le suddette località in 3 zone:

  1. Northern reef, in particolare nei dintorni delle località di Cairns e Port Douglas. Si tratta di uno dei tratti di costa più vicini all’outer reef, da cui è possibile raggiungere facilmente isole rinomate come Michaelmas Cay, Upolu Cay, Green Island e Fitzroy Island, oltre ad alcuni reef particolarmente importanti, come Oyster reef, Vlasoff reef e Hastings reef.
  2. Whitsundays Coast, ovvero il tratto che comprende, fra le altre, Whitehaven beach, considerata una delle spiagge più belle del mondo. Il punto di accesso alle Whitsundays è Airlie Beach. Oltre a Whitehaven Beach, altre isole degne di nota facilmente visitabili partendo da Airlie Beach sono Daydream Island ed Hamilton Island.
  3. La Costa del Capricorno e il Southern reef, ovvero il tratto attraversato dal Tropico del Capricorno. La località di punta di questo tratto è sicuramente Gladstone, da cui è possibile arrivare, fra le altre, a Heron Island (fra i siti di immersione migliori del mondo), Lady Musgrave e Lady Elliot Island.

Oltre alla possibilità di visitare l’outer reef della Grande Barriera Corallina, la costa del Queensland offre molto altro. Partendo da sud, non si può non menzionare innanzi tutto Brisbane, città più importante della regione, nonché capoluogo. Di particolare interesse turistico è il tratto di costa nei dintorni di Brisbane, detta Gold Coast, che ospita spiagge adatte ai surfisti e diverse località vivaci, perfette per chi ama la movida. Procedendo verso nord, prima di arrivare a Gladstone, si trovano la Sunshine Coast (100 km di spiagge dalla sabbia dorata), e soprattutto Fraser Island, l’isola sabbiosa più grande del mondo e unico luogo del pianeta in cui la foresta pluviale cresce sulla sabbia.

Un altro tratto di costa interessante è quello che va da Airlie Beach fino a nord di Cairns. Partendo da sud, troviamo, nell’ordine:

  1. Magnetic Island, isola dalle acque cristalline, in cui è facile avvistare i koala. L’isola si raggiunge facilmente in barca da Townsville.
  2. Mission beach, tratto di costa in cui la foresta pluviale incontra il Mar dei Coralli.
  3. Cape Tribulation e Daintree Forest, tratto di foresta pluviale che affaccia sull’oceano, in cui è possibile avvistare i coccodrilli di mare. La foresta di Daintree ospita anche Mossman Gorge, famose gole in cui acque cristalline fluiscono su rocce granitiche.

Itinerario in breve

Per poter vedere tutto l’elenco di attrazioni menzionate, servirebbero molti giorni. A causa dei nostri tempi ristretti, abbiamo potuto dedicarne al Queensland solo 5. In particolare, ci siamo concentrati nei tratti di costa intorno a Cairns ed Airlie beach.

A Cairns abbiamo dedicato due giorni pieni, utilizzando il primo per partecipare a un’escursione in barca nell’outer reef, e il secondo per visitare Cape Tribulation e Daintree Forest, che abbiamo raggiunto con un’auto a noleggio.

Ci siamo poi spostati ad Airlie beach tramite un volo interno. Inizialmente avevamo valutato di muoverci in pullman per fare tappa a Mission Beach e Magnetic Island, ma i collegamenti non permettevano di farlo senza prevedere almeno un giorno aggiuntivo, per cui alla fine abbiamo deciso di sacrificare queste due destinazioni.

Negli ultimi due giorni, che definirei i più belli del viaggio, abbiamo visitato Whitehaven beach in lungo e in largo, partecipando a due diverse escursioni giornaliere, prevedendo anche il volo panoramico sull’outer reef. Nella nostra prima bozza di itinerario, avevamo considerato di dedicare un giorno a Daydream Island ed Hamilton Island, ma dopo aver visto il panorama di Hill Inlet il primo giorno abbiamo deciso di tornarci anche il secondo, per poter mettere i piedi sulla spiaggia (non accessibile durante la prima escursione).

Prima di lasciare il Queensland, abbiamo incluso infine una tappa a Cape Hillsborough, raggiunta anch’essa in auto, per provare a vedere i canguri in spiaggia.

Di seguito il recap dell’itinerario.

DayItinerarioNote
0Arrivo a CairnsVolo AYQ-CNS in serata, scalo a MEL. Notte a Cairns
1Cairns – crociera Great Barrier ReefNotte a Cairns
2Cape TribulationNotte a Cairns
3Airlie beachvolo CNS-PPP in mattinata. Notte a Airlie beach
4Whitehaven beachNotte a Airlie beach
5Whitehaven beachNotte a Cape Hillsborough
6Cape Hillsborough, scenic flightvolo PPP-SYD nel pomeriggio

Il Queensland è stato la terza tappa del nostro viaggio, dopo la Great Ocean Road e il Red Center.

Day 0: Arrivo a Cairns

Arriviamo a Cairns dal Red Center in aereo, facendo scalo a Melbourne. Il primo volo parte con un importante ritardo, riusciamo a non perdere la coincidenza solo grazie al personale dell’aeroporto di Melbourne che, sebbene piuttosto contrariato, ci permette di saltare la fila ai controlli, che dobbiamo rifare dopo aver ripreso i bagagli. Atterriamo a Cairns (CNS) in tarda serata e raggiungiamo il nostro ostello in taxi, unico mezzo disponibile per arrivare nel centro della cittadina, indipendentemente dall’orario. La nostra avventura inizia appena giunti al nostro alloggio, nel quale riusciamo a entrare in modo rocambolesco solo grazie a un ragazzo giapponese ospite della struttura, con cui comunichiamo tramite un’App di traduzione istantanea, che ci chiama il portinaio, andato amabilmente a farsi i fatti suoi altrove.

Day 1: Escursione in barca nell’outer reef

Il primo giorno a Cairns è dedicato all’escursione in barca nell’outer reef della Grande Barriera Corallina. Ci affidiamo all’agenzia Seastar Cruise, che nel suo itinerario prevede due soste snorkeling/immersione, la prima a Michaelmas cay e la seconda ad Hastings reef. Il costo dell’escursione, prenotata dall’Italia un po’ di tempo prima della partenza, è di 240 AUD a testa (circa 150€), e include il pranzo, oltre all’equipaggiamento per lo snorkeling. Fra le altre agenzie che avevamo consultato, menziono Passion of Paradise

Durante il tragitto fino ai punti snorkeling, ci viene fatta un’introduzione sulla Grande Barriera Corallina, in particolare sulla fauna e sulle varie tipologie di coralli che si possono incontrare.

La prima sosta è a Michaelmas cay, un isolotto deserto in mezzo alla Barriera, famoso fra le altre cose per essere un punto di riposo per gli uccelli (infatti ne vediamo tantissimi), e fra i pochissimi punti in cui è possibile, volendo, spiaggiarsi.

I colori del mare sono notevoli, ma la parte più bella è sicuramente quello che si vede in acqua. A qualcuno capita di vedere anche uno squalo, noi non siamo così fortunati.

Terminata la sosta, che comprenderà anche il pranzo, ci dirigiamo verso Hastings reef. Nel tragitto, avvistiamo anche delle balene in lontananza. Qui la Barriera offre uno spettacolo ancora più bello rispetto a Michaelmas cay.

Terminata anche la seconda sosta, rientriamo a Cairns, approfittandone per una passeggiata rilassante in centro. La città è piccola, ma graziosa e molto viva.

Cairns

Day 2: Daintree Forest e Cape Tribulation

Utilizziamo il nostro secondo giorno per visitare la Foresta di Daintree e Cape Tribulation, situate circa 150 km a nord di Cairns. La particolarità di questa zona risiede nel fatto che si tratta di una serie di spiagge in mezzo alla foresta pluviale. Arriviamo a Cape Tribulation in auto, noleggiata al costo di 150 AUD (circa 94€) per l’intera giornata, con assicurazione completa. La strada per arrivare è abbastanza semplice e poco trafficata, ma ricordate che si guida all’inglese. Si passa prima dalla foresta pluviale di Daintree, per poi attraversare un fiume con un piccolo battello, prenotabile direttamente in loco, e proseguire infine fino alle spiagge. Attenzione agli orari dei battelli, che operano unicamente dalle 9 alle 16:30. Trovate tutte le informazioni in merito qui.

Le spiagge non sono balneabili per la presenza dei coccodrilli di mare. Tuttavia c’è qualcuno che si tuffa a riva, noi decidiamo più saggiamente di evitare. La spiaggia è molto grande e la vegetazione della foresta che fa da sfondo è molto fitta. I colori del mare non sono da cartolina, ma la spiaggia è un’oasi di pace. Visitiamo due spiagge, Cape Trib e Cow bay, entrambe molto affascinanti e selvagge.

Terminata la visita, rientriamo direttamente a Cairns, rifacendo la stesso percorso dell’andata, e torniamo a riposarci dopo avere riconsegnato l’auto.

Day 3: Trasfer Cairns – Airlie beach

Per arrivare da Cairns alle Whitsundays (in particolare ad Airlie beach, dove avevamo preso alloggio), ci sono essenzialmente 2 opzioni. La prima è un volo interno diretto a Proseprine (PPP), la seconda è l’autobus (uno o più), che permette di arrivare dopo un tragitto complessivo di circa 10 ore. Come menzionato in precedenza, avevamo dapprima valutato questa seconda opzione, che avremmo spezzato in più tappe per visitare Mission beach e/o Magnetic Island, ma i collegamenti non ci permettevano di fare così senza perdere più di un giorno, di conseguenza abbiamo optato per il volo interno.

Ci dirigiamo quindi in aeroporto, condividendo il nostro taxi (una Tesla supermoderna prenotata via Uber) col nostro amico giapponese della prima sera a Cairns. Decolliamo con un paio di ore di ritardo con un aereo da 15 posti della compagnia Skytrans, unica all’epoca dei fatti ad offrire voli diretti per quella tratta. Uno dei vantaggi di avere scelto l’aereo è che durante il tragitto si sorvola la Barriera, lo spettacolo che si vede dall’alto naturalmente è stupendo.

Volo CNS – PPP

Atterriamo a Proserpine nel pomeriggio e raggiungiamo Airlie Beach in taxi, condiviso con altre persone che avevano volato con noi. Sulla strada vediamo anche i primi canguri. In serata facciamo una passeggiata lungo le uniche due vie presenti a Airlie Beach, che giudichiamo senza infamia e senza lode.

Days 4 e 5: Escursione a Whitehaven beach

I due giorni successivi sono dedicati a Whitehaven beach, che visitiamo due volte in giornata con due diverse agenzie. Per il primo giorno ci appoggiamo a Sealink, che organizza l’escursione in barca ed è fra quelle che garantiscono maggiore permanenza sulla spiaggia, che è comunque limitata. Prima di arrivare a Whitehaven beach è prevista una sosta al punto panoramico di Hill Inlet, fra le prime 3 attrazioni più fotografate di tutta l’Australia (con ottime ragioni!). Per il secondo giorno ci affidiamo invece a Ocean Rafting, con cui prenotiamo il pacchetto che comprende anche il volo panoramico sulla Barriera Corallina. In questo caso l’escursione avviene in gommone. Uno dei vantaggi dell’escursione con Ocean Rafting consiste nella possibilità di fare una breve sosta sulla spiaggia di Hill Inlet, non permessa con le altre agenzie. I costi di tutte le escursioni in questa zona sono elevati, e si possono confrontare e prenotare sul sito di Sailing Whitsundays.

A parte quanto sopra menzionato, le due escursioni sono molto simili, tranne per la qualità del pranzo, piuttosto buono infatti il buffet di Sealink, assolutamente immangiabile invece il cibo sponsorizzato da Ocean Rafting (che peraltro si paga a parte, ma è opzionale). Durante il tragitto in barca vediamo nuovamente delle balene, stavolta molto da vicino, mentre durante lo snorkeling (che in generale non è nulla di speciale rispetto a quanto visto nell’escursione fatta a Cairns) ne sentiamo l’eco in acqua, un’esperienza davvero particolare.

Balene

La sosta al punto panoramico di Hill Inlet è qualcosa di veramente surreale. Per accedervi bisogna salire una breve scalinata. Il panorama è fra i più belli che l’Onnipotente abbia concepito. Il motivo di tale affermazione si potrebbe percepire dalle foto, che faccio parlare al mio posto. Fortunatamente, è anche una bella giornata, cosa che ci permette di vedere bene i colori.

Con una deviazione dalla stessa scalinata che permette di arrivare al punto panoramico si accede anche alla spiaggia, su cui però non è possibile sostare molto. Consci di questo, durante la seconda escursione decidiamo di tagliare la sosta al punto panoramico per goderci qualche minuto in più sulla spiaggia, anticipando il resto del gruppo. La spiaggia è davvero meravigliosa, e già a riva si vedono tantissime razze ben appostate.

L’ultima sosta delle escursioni è a Whitehaven beach (da non confondere con la spiaggia di Hill Inlet, che si trova di fronte), considerata una delle spiagge più belle del mondo. I colori del mare sono assolutamente notevoli, ma sinceramente meno emozionanti rispetto ad altri posti che abbiamo visto in giro per il mondo. Ciò che rende davvero particolare questa spiaggia sono i 7 chilometri di sabbia bianchissima, composta per il 99% da silicio talmente puro da essere stato utilizzato in passato per costruire telescopi, e che emette un suono davvero unico quando viene calpestata.

Whitehaven Beach

Nota: come menzionato in precedenza, inizialmente avevamo valutato di visitare Daydream Island ed Hamilton Island, anziché partecipare alla seconda escursione a Whitehaven Beach. Qualora foste interessati, per visitare queste due isole potete prendere un traghetto da Airlie beach, trovate tutte le informazioni sul sito di Cruise Whitsundays.

Al rientro dall’escursione del secondo giorno, recuperiamo la nostra auto a noleggio per arrivare a Cape Hillsborough, località situata a poco più di un’ora di strada a sud di Airlie Beach, nel cui parco nazionale è possibile vedere i canguri sulla spiaggia. Canguri che vediamo a bizzeffe già fuori dal nostro alloggio, una casetta sperduta in una zona in cui non c’è alcuna possibilità di trovare ristoranti, market o altre forme di vita.

Day 6: Cape Hillsborough, volo panoramico e transfer per Sydney

Per poter vedere i canguri sulla spiaggia è necessario arrivare all’alba, cosa che a noi non dispiace affatto, anche perché la vista delle prime luci del giorno da quella spiaggia è davvero spettacolare. Quando arriviamo ci siamo solo noi, ma la gente inizia ad arrivare poco dopo, così come i canguri.

I canguri si fermano più o meno per un’oretta sulla spiaggia, per cui andiamo via insieme a loro. Rientriamo quindi direttamente a Airlie beach, e dopo aver riconsegnato l’auto ci dirigiamo verso il suo piccolissimo aeroporto (pick up gestito da Ocean Rafting) per il volo panoramico sulla Barriera Corallina, della durata di un’oretta.

Nota: durante la prenotazione, bisogna stare attenti alla durata del volo, perché in alcuni casi è di 20 min. Quando dura così poco (con un costo naturalmente inferiore) è perché l’aereo non si spinge fino alla barriera che circonda Heart Reef, ma sorvola solo la zona di Hill Inlet, per cui si perde la parte più bella.

Il volo è impegnativo anche per gli stomaci più allenati, ma il subbuglio gastrointestinale che si avverte al termine del volo vale assolutamente l’esperienza. Ad oggi resta uno degli spettacoli più incredibili a cui abbia mai assistito. Anche in questo caso, la spiegazione velleitaria è nelle foto.

Dopo il volo panoramico, ci dirigiamo verso l’aeroporto di Proserpine, per il nostro volo interno diretto a Sydney, dove atterriamo nel pomeriggio. Ma quella è un’altra storia.

Conclusioni

Senza fare troppi giri di parole, vedere la Barriera Corallina è stata la realizzazione di un sogno, dal quale non mi sarei mai voluto svegliare. La vista panoramica di Hill Inlet e quella sulla barriera sono senza dubbio nella top 5 degli scenari che mi hanno maggiormente emozionato nella mia vita.

I 5 giorni nel Queensland sono stati la parte più bella del viaggio in Australia, e considerando che le altre tappe sono state al Red Center, sulla Great Ocean Road e a Sydney, capirete bene che si tratta davvero di qualcosa che reputo irripetibile.

Dovendo scegliere i momenti migliori di questa parte del viaggio, ho pochi dubbi:

  1. Il volo panoramico sull’outer reef della Grande Barriera Corallina. Ho sorvolato diverse barriere in giro per il mondo, dalle Maldive alle Filippine, dai Caraibi alle Isole Cook, ma lo spettacolo a cui ho assistito volando sulla Grande Barriera Corallina è impareggiabile.
  2. La vista di Hill Inlet, davvero mozzafiato per essere riduttivi.
  3. Lo snorkeling ad Hastings reef, uno dei migliori mai fatti.

Nota costi: contrariamente a quanto si possa pensare, pernottare a Cairns ed Airlie Beach è molto economico. Il maggiore impatto sul budget è da prevedere per le escursioni, che sono davvero dispendiose. Il costo del cibo, invece, è assolutamente nella media.

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