“Tutti gli uomini sognano ma non allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi delle loro menti si svegliano al mattino per scoprirne la fatuità, ma i sognatori di giorno sono persone pericolose, perché possono agire sul loro sogno con occhi aperti, per renderlo possibile.” – dal film “Lawrence d’Arabia”, di D. Lean, 1962
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Day 1: Alcazar, Cattedrale, Archivo de Indias, Barrio Santa Cruz
- Day 2: Plaza de España, Parque Maria Luisa, Plaza de Toros, Triana
- Day 3: Casa de Pilatos, Las Setas, Museo de Bellas Artes, Macarena
- Conclusioni
Introduzione
Quando ero piccolo, le prime immagini che associavo alla Spagna quando ne sentivo parlare erano quelle delle corride, dei toreri con i loro vestiti strani e degli uomini che, suonando la chitarra, accompagnavano i movimenti delle ballerine di Flamenco durante le “fieste”. Ancora oggi molte persone attribuiscono impropriamente a quelle stesse immagini l’idea di “vera Spagna”, identificando in realtà l’intero paese con una delle sue regioni più peculiari. Fra le città dell’Andalusia che ho avuto il piacere di visitare, Siviglia è in particolare quella che mi ha suscitato maggiormente la sensazione di trovarmi sul set di un film che racconta le tradizioni spagnole più presenti nell’immaginario comune. Non è un caso infatti che essa sia considerata il fulcro artistico e culturale della Spagna meridionale, oltre che uno dei principali centri economici e sociali dell’intero paese. Una città caratterizzata fra le altre cose dallo stile arabesco, frutto della dominazione araba secolare che ha investito la Spagna fino alla fine del XV secolo, le cui tracce sono ancora visibili ad esempio sugli edifici più importanti del centro storico. Del resto, pietre miliari del cinema come “Lawrence d’Arabia” sono state girate proprio a Siviglia (la citazione introduttiva, come sempre, non è casuale), a testimonianza della forte impronta culturale di derivazione araba della città.
Ho avuto la possibilità di visitare Siviglia qualche anno fa per due volte, a distanza di poco tempo. Per il mio primo viaggio scelsi il mese di luglio, e non avrei potuto fare scelta peggiore. Ricordo infatti che quando atterrai all’aeroporto, nel tardo pomeriggio, il termometro segnava 46 gradi! Vi lascio immaginare i giorni successivi, nei quali ho visitato la città sotto il sole cocente (mentre camminavo, mi rinfrescavo un po’ di tanto in tanto con l’aria nebulizzata che fuoriusciva dalle installazioni messe a disposizione da alcuni locali). La seconda volta fu invece nel mese di dicembre, durante il quale estesi la visita ad altre due bellissime città dell’Andalusia, ovvero Granada e Cordova, di cui racconterò in altri articoli. Quella scelta, o meglio quella dei miei amici che avevano deciso di sposarsi lì in quei giorni, fu decisamente più felice. La temperatura era infatti davvero gradevole, nonostante fossimo alle porte dell’inverno.
Itinerario in breve
Sebbene non sia una città grandissima, Siviglia offre davvero tanto da vedere. L’itinerario che propongo in questo articolo è frutto di quello che ho avuto la possibilità di visitare complessivamente nei miei due viaggi. Oltre a tenere in conto degli orari di apertura degli edifici di interesse che consiglio di visitare internamente, ho suddiviso le tappe in modo da provare a minimizzare il percorso totale da fare a piedi, che è sicuramente la maniera in cui suggerisco di visitare la città, anche se la rete di trasporti pubblici funziona comunque all’occorrenza piuttosto bene. Nella trattazione, supporrò di avere a disposizione 3 giorni pieni.
| Day | Attrazioni | Mappa |
|---|---|---|
| 1 | Alcazar, Cattedrale e Giralda, Archivo General de Indias, Barrio Santa Cruz, Barrio San Bartolomè | Mappa day 1 |
| 2 | Plaza de España, Parque de Maria Luisa, Plaza de Toros de la Maestranza, Torre del Oro, Triana | Mappa day 2 |
| 3 | Museo de Bellas Artes, Metropol Parasol (Las Setas), Casa de Pilatos, Basilica Macarena | Mappa day 3 |
Nota: per alcune foto, si ringrazia la cortesia di 00 Architecture.
Day 1: Alcazar, Cattedrale, Archivo de Indias, Barrio Santa Cruz
Iniziamo la prima giornata a nostra disposizione da una delle attrazioni principali della città, ovvero l’Alcazar, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987. Si tratta di un palazzo reale composto da un complesso di edifici di architettura prevalentemente mudejar, termine riferito ai musulmani rimasti nella penisola iberica dopo la riconquista dei regni moreschi da parte dei cristiani nel 1492. Il biglietto d’ingresso, che può essere acquistato anche online sul sito dell’Alcazar al costo di 15,50€ (prezzo base), comprende il Palazzo e i giardini reali, visitabili entrambi a partire dalle 9. Se visitate l’Alcazar di lunedì, è utile sapere che nel pomeriggio, dalle 16 nei mesi invernali e dalle 18 in quelli estivi, l’ingresso è gratuito (ma da prenotare sul sito). L’ingresso del palazzo coincide con la Puerta del Leon, così chiamata per il mosaico posizionato sulla facciata che ritrae un leone con una croce fra gli artigli.

Fra i punti di maggiore interesse all’interno dell’Alcazar, sono da menzionare:
- Il Palazzo Mudejar, edificio principale del palazzo usato per le riunioni di corte
- Il Patio de La Monteria, cortile di accesso al Palazzo Mudejar
- Bagni di Donna Maria de Padilla, ovvero camere di raccolta d’acqua così chiamate in onore della moglie di Pietro I detto il Crudele, che pare si sfigurò la faccia con olio bollente diventando poi anche suora pur di evitare di stare con il non proprio amato marito.
- Il Cortile delle Vergini (Patio de las Doncellas), dedicato alla leggenda secondo la quale i mori chiedevano 100 vergini ogni anno come tributo ai regni cristiani della penisola iberica.
- La Casa del Commercio (Casa de Contractacion), voluto per regolare il commercio con il Nuovo Mondo, dopo la sua scoperta.
- Il Patio del Yeso, un cortile con una piccola piscina adiacente alla Sala di Giustizia.








Assolutamente imperdibili sono poi i Giardini reali, soprattutto se siete fan della serie “Game of Thrones”, visto che diverse scene sono state girate lì. I giardini sono suddivisi in diverse aree, risalgono a oltre 1000 anni fa e contengono oltre 200 specie di piante. La parti più note sono sicuramente il Giardino delle Signore, il Giardino dei Poeti e lo Stagno di Mercurio. Trovate una guida completa ai giardini qui. Accanto ai Giardini dell’Alcazar sono poi situati i Giardini di Murillo. Per la visita dell’Alcazar e dei giardini, bisogna considerare un paio d’ore abbondanti.



Uscendo dal palazzo su Calle S. Fernando, è possibile scorgere dal lato opposto della via la Real Fabrica de Tobacos, antica fabbrica oggi sede del Rettorato dell’Università.
Procedendo successivamente in direzione nord su Avenida de la Constitucion, una delle vie principali del centro storico, arriviamo all’Archivo General de Indias, fra gli edifici più importanti della città, anch’esso Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’edificio, pensato inizialmente come loggia dei mercanti, risale al XVII secolo e contiene documenti fra i più importanti del mondo sulla scoperta e la conquista del Nuovo Mondo. L’ingresso è gratuito, nei giorni feriali è aperto fino alle 16:30 (tranne il lunedì, giorno di chiusura), e fino alle 13:30 nei giorni festivi. L’Archivo de Indias è adiacente alla Cattedrale, ma prima di arrivare lì suggerisco di proseguire su Avenida de la Constitucion per visitare la Plaza del Cabildo, una piccola piazza nascosta che deve il suo nome alla sua originaria appartenenza al Capitolo (Cabildo) della Cattedrale, e osservare i pittoreschi palazzi storici in stile arabesco presenti lungo la via. Fra questi, menziono particolarmente l’edificio La Adriatica.

Arriva a questo punto il turno della Cattedrale di Siviglia, più precisamente Cattedrale di Santa Maria della Sede, fra le attrazioni principali della città e anch’essa inserita fra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO (apertura 10:45-17 tutti i giorni eccetto domenica, in cui è aperta dalle 13:30 alle 18). Si tratta della cattedrale più grande di tutta la Spagna e fra le più grandi del mondo, fra le altre cose ospita anche la tomba di Cristoforo Colombo. La parte probabilmente più nota della cattedrale è però la Giralda, ovvero la torre campanaria, alta poco di più di 100 metri. È possibile salire a piedi fino a circa 70 metri di altezza attraverso una serie di rampe circolari, pensate in origine al posto delle classiche scalinate per permettere la salita ai cavalli in modo più agevole. Il lato nord della cattedrale affaccia infine sul Patio de los Naranjos.





Una delle viste migliori della Giralda si può apprezzare da Plaza del Patio de Banderas, punto di accesso alla Plaza del Triunfo, che collega la Cattedrale e l’Alcazar. La piazza è fra le più importanti della città e deve il nome al suo utilizzo originario come sede di cerimonie organizzate in occasione di visite da parte di autorità straniere.


La Cattedrale, l’Archivo de Indias e l’Alcazar si trovano nel Barrio Santa Cruz, il quartiere più importante del centro storico, nel quale sono situati anche altre importanti attrazioni di interesse:
- Plaza de la Virgen de los Reyes, che affaccia sulla Cattedrale e ospita il Palazzo Arcivescovile.
- Casa de Salinas, una casa nobiliare che prende il nome dalla famiglia che ne acquisì la proprietà.
- Plaza Santa Cruz, dove era situata la chiesa originaria di Santa Cruz.
- Plaza de Dona Elvira, nata dalla riqualificazione del quartiere nei primi del ‘900, interamente pedonale.
- Hospital los Venerables, edificio in stile barocco costruito nel XVII secolo per dare alloggio a poveri e anziani.
Nel quartiere si trovano poi diversi locali caratteristici, infatti suggerirei di fermarsi qui per rifocillarsi con un po’ di tapas.
Accanto al Barrio Santa Cruz, si trova il Barrio San Bartolomè, che ospita fra le altre la Chiesa barocca di Santa Maria la Blanca. La chiesa merita di essere visitata internamente, ma bisogna fare attenzione agli orari di apertura, infatti non sono ammesse visite al pubblico nei fine settimana (in cui vengono però normalmente celebrate le messe). Per tutte le informazioni, è disponibile anche un sito ad hoc della chiesa. Un’altra importante attrazione del Barrio San Bartolomè è la Casa de Pilatos, ma per motivi di ottimizzazione del percorso (merita anche una visita più approfondita internamente), nell’itinerario presentato in questo articolo è stata inserita nei giorni successivi. Per la serata, suggerisco di fermarsi in uno dei tanti locali presenti nel quartiere, magari assistendo ad uno spettacolo di Flamenco, o ritornare verso il Barrio Santa Cruz.
Day 2: Plaza de España, Parque Maria Luisa, Plaza de Toros, Triana
Partiamo col tour del nostro secondo giorno da una delle attrazioni più importanti della città, che fra tutte è quella che personalmente preferisco, ovvero Plaza de España, situata all’interno del Parco Maria Luisa. Si tratta di una piazza semicircolare molto grande costruita agli inizi del ‘900 in stile regionalista, che rappresenta l’abbraccio fra la Spagna e le sue antiche colonie. L’edificio principale è sede di uffici governativi, mentre nel resto della piazza sono presenti una fontana, due torri, una a sud e una a nord, e un canale scavalcato da 4 ponti, che simboleggiano gli altrettanti antichi regni di Spagna. Fra gli elementi più caratteristici della piazza sono inoltre da menzionare le panche e gli ornamenti in ceramica che richiamano le province spagnole. Piazza di Spagna, oltre ad essere l’attrazione che preferisco di tutta la città, è anche la piazza che apprezzo maggiormente al di fuori dell’Italia (a pari merito forse con la Piazza Rossa di Mosca). Anche per questo motivo, suggerisco di prendere tutto il tempo necessario per visitare la piazza e i portici da ogni angolazione, e magari di arrivare abbastanza presto per riuscire a vederla senza troppa confusione.







Usciti dalla piazza, si prosegue con la visita del Parco Maria Luisa, un parco pubblico che prende il nome da quello della duchessa di Montpensier, che lo donò alla città alla fine dell’800 (i giardini appartenevano in precedenza al Palazzo San Telmo). Il parco è ad accesso libero a partire dalle 10 e ospita al suo interno diverse attrazioni di interesse. Fra le più importanti, sono da menzionare il Museo delle Arti e della Cultura Popolare e il Museo Arqueologico in Plaza de America (entrambi gratuiti per i cittadini UE), il Teatro Lope de Vega, il Monte Gurugù, opera celebrativa dei caduti nella battaglia di Annual, la Isleta de Pajaros, la Fuente de las Ranas e per i più romantici la Glorieta de Becquer.


Terminata la visita del parco, costeggiando il Guadalquivir lungo il Paseo de Las Delicias, si arriva a Palacio San Telmo. Il palazzo venne edificato nel XVII secolo come Collegio dell’Università di Mercadares e divenne, dopo varie vicissitudini, sede del Governo Autonomo dell’Andalusia, funzione che svolge dal 1989.

Proseguendo lungo il Paseo de Cristobal Colon, incontriamo la Torre del Oro, una torretta di guardia eretta inizialmente dai Mori nel XIII secolo, che oggi ospita il Museo Navale e offre una spettacolare vista panoramica sul Guadalquivir. L’ingresso costa 3€, l’accesso è consentito fino alle 19.


Facciamo a questo punto una piccola deviazione dal Paseo de C. Colon per raggiungere la Iglesia y Hospital de la Caridad, edificio del XVII secolo in stile barocco costruito per la cura dei bisognosi. La parte più interessante è la chiesa, che ospita al suo interno delle opere di Valdes Leal e Murillo (quadri e affreschi) e l’altare di Bernardo Simon de Pineda. L’ingresso costa 8€ (prezzo base per gli adulti) e il ricavato viene devoluto alla Confraternita della Carità. L’apertura è dalle 10:30 alle 19 fra lunedì e venerdì, e fra le le 14 e le 19 nei weekend.
Ritornando sul lungo fiume Guadalquivir, si arriva ad una delle attrazioni più note di Siviglia, ovvero la Plaza de Toros de la Maestranza, la più antica della Spagna, costruita nel XVIII secolo in stile barocco. L’ingresso costa 10€ (prezzo per adulto), gli orari di apertura vanno dalle 9:30 alle 19:30.



L’ultima tappa della giornata è il quartiere di Triana, al quale si accede dal Ponte Isabel II. Oltre ai vicoli pittoreschi e ai tanti locali tipici (suggerisco di fermarsi qui per cenare), il quartiere ospita diverse attrazioni, fra le quali:
- Calle Betis, una stradina sul lungo fiume Guadalquivir che offre una bellissima vista della città.
- Real Parroquia de Senora Santa Ana, primo tempio cristiano eretto dopo la Riconquista.
- Castillo San Jorge, antica sede dell’Inquisizione, oggi adibito a museo.
- Centro de la Ceramica.




Day 3: Casa de Pilatos, Las Setas, Museo de Bellas Artes, Macarena
Le attrazioni principali della nostra terza e ultima giornata, che completano la lista di quelle a mio avviso di maggiore interesse della città, sono la Casa de Pilatos, nel Barrio san Bartolomè, e il Metropol Parasol, noto anche come Las Setas (i Funghi). Suggerisco di limitarvi a queste due attrazioni se siete a corto di tempo, tuttavia vi segnalo una serie di cose meritevoli di essere visitate allungando un po’ il percorso. Ma andiamo con ordine.
Partiamo con la Casa de Pilatos, un palazzo costruito a cavallo fra il XV e il XVI secolo in stile rinascimentale italiano e mudejar. La sua denominazione deriva da un pellegrinaggio del marchese de Ribera (proprietario del palazzo) a Gerusalemme, durante il quale scoprì (o almeno così si narra) che la distanza fra il palazzo e la chiesa collocata fuori dalle mura corrispondeva a quella fra la casa di Ponzio Pilato e il Calvario. Anche per questo motivo, alcune sale prendono il nome da episodi della Passione di Cristo. L’edificio è considerato come il prototipo del palazzo andaluso ed è Monumento Nazionale dal 1931. Internamente il palazzo è incantevole, spiccano fra le altre cose i bellissimi azulejos che decorano le mura, considerati la più vasta collezione esistente. Sul sito della Casa de Pilatos è possibile acquistare i biglietti di ingresso. Il palazzo è accessibile tutti i giorni dalle 9 alle 18.





Terminata la visita della Casa de Pilatos, seguendo il percorso a U indicato sulla mappa, si incontrano, nell’ordine:
- Il Monumento a Clara Campoamor, promotrice del suffragio femminile in Spagna.
- La Chiesa Collegiale del Divino Salvatore, seconda chiesa più grande della città dopo la Cattedrale, in stile barocco.
- La Capilla di San Josè, piccola cappella in stile barocco del XVIII secolo.
- L’Ayuntamiento (Municipio) di Siviglia.
- La Real Parroquia de Santa Maria Magdalena, chiesa parrocchiale cattolica in stile barocco del XVIII secolo, progettata da Leonardo de Figueroa.
- Il Museo delle Belle Arti, il più importante dell’Andalusia e secondo in tutta la Spagna per numero di opere conservate.
- Il Palazzo della Contessa di Lebrija, fra i palazzi più belli di Siviglia, con i pavimenti in mosaico.
- Il Palazzo de las Dueñas, casa nobiliare che fu residenza dello scrittore Antonio Machado.

Arriviamo quindi al Metropol Parasol, conosciuto come Las Setas de la Encarnacion (Funghi dell’incarnazione). Si tratta dell’opera in legno più grande del mondo, realizzata nel 2011 dall’architetto Jurgen Mayer. Si tratta di una costruzione composta da 6 grandi ombrelloni a forma di fungo, che formano una struttura dalla quale si possono apprezzare delle splendide viste panoramiche sulla città.

Se avete ancora tempo, potete proseguire dal Palazzo Dueñas in direzione nord verso il Barrio della Macarena, quartiere pittoresco abbastanza al di fuori dei circuiti turistici, che ospita varie chiese, la più importante delle quali è la Basilica dedicata alla Madonna della Macarena. Dalla Basilica è possibile arrivare facilmente al Puente de la Barqueta, che ricorda dalla forma il Bernatek’s bridge di Cracovia, e il Puente del Alamillo, realizzato dall’architetto Santiago Calatrava. Trovate una piccola mappa degli spostamenti qui.
Conclusioni
Siviglia è fra le città che ho apprezzato maggiormente in tutti i viaggi che ho fatto (la inserisco assolutamente nella mia top ten), indubbiamente quella che mi è piaciuta di più in Spagna. Sebbene non sia grandissima, offre davvero tanto da vedere, in più è piuttosto economica e, cosa non da poco, si mangia anche mediamente molto bene. Dovendo stilare le tre attrazioni che ho maggiormente apprezzato, direi:
- Plaza de España, fra le piazze che mi sono piaciute di più fuori dall’Italia
- Alcazar
- Casa de Pilatos
Se avete a disposizione meno dei 3 giorni ipotizzati per l’itinerario proposto, suggerisco di tagliare sul terzo giorno, inserendo però in qualche modo negli altri due la visita della Casa de Pilatos e Las Setas, a mio avviso fra le parti imperdibili della città. Avendo invece a disposizione un giorno in più, suggerisco sicuramente una visita in giornata a Cordova, città abbastanza piccola e raggiungibile facilmente in treno.
