“Anche un albero con il tronco così grande da non riuscire ad abbracciarlo ha inizio da un delicato germoglio.”
Proverbio cinese
Indice
- Introduzione
- Itinerario in breve
- Day 1: Yosemite National Park
- Day 2: Sequoia National Park
- Conclusioni
Introduzione
Il poeta naturalista John Muir definiva la Sierra Nevada come la spina dorsale della California. Fra enormi alberi secolari, imponenti massicci e altissime cascate, essa attrae e mette al contempo alla prova ogni anno migliaia di viaggiatori amanti della natura e dell’avventura.
La Sierra Nevada è stata la prima tappa del mio viaggio on the road nell’ovest degli Stati Uniti, durante il quale, oltre alla California, ho avuto modo di attraversare anche Nevada, Utah e Arizona, accompagnato da due simpatiche ragazze fino ad allora semisconosciute. La conformazione dei parchi della California è piuttosto diversa rispetto a quella dei parchi presenti negli altri stati menzionati. Si tratta infatti di paesaggi in cui immense distese verdi padroneggiano in un paesaggio arricchito da una fitta e rigogliosa vegetazione, che si alterna a rocce granitiche forgiate dall’acqua e dall’erosione.
Il viaggio si è svolto nel mese di luglio, che per i parchi della Sierra Nevada e le città più importanti della California è un periodo assolutamente consigliabile. Sfortunatamente, lo stesso discorso non vale per tutti i parchi della California (su tutti la Death Valley) e per quelli degli altri stati visitati, ma di questo parlerò in altri articoli.
Itinerario in breve
Fra le attrazioni di maggiore rilievo della Sierra Nevada, figurano 3 importanti parchi naturali, ovvero Yosemite, Sequoia e Kings Canyon, le cascate più alte del nord America (ovvero le Yosemite falls) e il monte Whitney, che con i suoi circa 4400 metri di altezza è la vetta più alta degli Stati Uniti contigui (la più alta di tutti gli Stati Uniti si trova invece in Alaska). Da menzionare anche il Lago Tahoe, il secondo lago più profondo degli Stati Uniti.
L’itinerario ideato inizialmente prevedeva la visita dei punti principali di tutti e 3 i parchi naturali. Tuttavia, per mancanza di tempo, abbiamo dovuto sacrificarne uno. La scelta è ricaduta mio malgrado sul Kings Canyon, per il quale avremmo dovuto prevedere almeno una giornata aggiuntiva. Pertanto, in questo articolo racconterò la nostra esperienza al Yosemite e al Sequoia National Park, a cui abbiamo dedicato un giorno ciascuno. Naturalmente, essendo i due parchi veramente enormi, ci siamo limitati in entrambi i casi ai punti di più facile raggiungibilità.
Di seguito il recap dell’itinerario, con le location in cui abbiamo passato la notte, scelte in modo da essere comodi per la tappa del giorno successivo.
| Day | Location | Note |
|---|---|---|
| 1 | Yosemite National Park | Notte a Oakhurst |
| 2 | Sequoia National Park | Notte a Tulare |
Nota sui documenti di viaggio: oltre al passaporto, è necessario avere l’ESTA, che non è un vero e proprio visto, ma un permesso che gli assomiglia. Si fa online in perfetta autonomia, costa una ventina di dollari (recentemente il prezzo è aumentato) e ha validità di 2 anni (si può entrare e uscire dal paese più volte, ma non va bene per lunghe permanenze, per le quali serve il visto vero e proprio).
Day 1: Yosemite National Park
Il Yosemite National Park è uno dei parchi più grandi e conosciuti della California. Per visitarlo in modo adeguato servirebbero diversi giorni, considerando che al suo interno esistono innumerevoli sentieri da percorrere, discorso che vale in generale per la maggior parte dei parchi più estesi. Come accennato in precedenza, nel nostro caso non è stato possibile, per cui ci siamo dovuti accontentare di qualche sentiero breve che conduceva ai punti panoramici principali. Potete trovare tutti i possibili sentieri con indicazioni di grado di difficoltà e tempistiche previste qui.
Partiamo da San Francisco di buon mattino e arriviamo all’ingresso del parco in circa 4 ore. L’ingresso costa 30 USD per auto, indipendentemente dal numero di passeggeri. In mancanza di auto, il costo di entrata è di 15 USD a persona. In entrambi i casi, il biglietto è valido per 7 giorni consecutivi. Per vedere i punti principali dello Yosemite si può scegliere di spostarsi in auto, oppure usufruire delle navette gratuite che passano con una certa regolarità e fermano in corrispondenza del punto di imbocco di diversi sentieri. Poiché è periodo di alta stagione e trovare parcheggi liberi è un’impresa non da poco, optiamo senza particolari dubbi per la seconda soluzione.
La prima attrazione, che vediamo già dalla strada, è la Yosemite Fall, che con il suo salto complessivo di oltre 700 metri è la quinta cascata più alta del mondo, oltre a essere la più alta del Nord America. La cascata è divisa in tre salti, ciascuno con il suo percorso associato. I piedi della cascata sono accessibili anche in sedia a rotelle.

Proseguiamo per vedere le Vernal Falls, cascate più basse che raggiungiamo tramite un brevissimo sentiero che inizia dalla fermata della navetta corrispondente. Qui è già arrivato un discreto numero di visitatori, ma tutto sommato nulla di drammatico, nonostante la facile raggiungibilità del posto. Restiamo sotto la cascata il tempo necessario per fare qualche foto e vedere un po’ i dintorni, ma senza filosofare troppo.

Successivamente, ci dirigiamo verso il Mirror lake trail, arrivando al punto di partenza del sentiero sempre con la solita navetta. Percorriamo il breve sentiero intorno al lago in un’oretta circa e ne approfittiamo per rilassarci sulla riva. I colori sono spettacolari, con l’acqua che riflette quelli della vegetazione. L’acqua è gelida, ma c’è qualche coraggioso, per non dire folle, che fa perfino il bagno.


Dopo il meritato relax, torniamo sui nostri passi per proseguire il giro. Il nostro primo obiettivo è il punto probabilmente più noto del Yosemite, ovvero il Glacier point. Si tratta di un punto panoramico dal quale è possibile avere un’ottima visuale su molti dei punti principali del parco, fra cui le Nevada Falls e l’Half Dome, una roccia a forma di mezza cupola, oltre alle già citate Vernal falls. Per raggiungere il Glacier point, basta solo scendere alla fermata giusta della navetta per essere arrivati.

L’ultima tappa del parco è un altro famoso punto panoramico, ovvero il Tunnel view, anch’esso facilmente raggiungibile dalla fermata della navetta. Il motivo del nome di tale luogo è facilmente intuibile osservando la vallata, dalla quale si vede nuovamente e più da vicino l’Half Dome.

Purtroppo è tardi per percorrere la Tioga Road e raggiungere il Tenaya Lake, ultimo punto che ci eravamo prefissati di vedere. Pertanto, torniamo verso il parcheggio per recuperare la nostra auto e dirigerci verso Oakhurst, un piccolo paesino sulla strada per il Sequoia National Park, dove passiamo la notte.
Day 2: Sequoia National Park
Come accade per il Yosemite, anche il Sequoia National Park richiederebbe più giorni per essere visitato adeguatamente. Le attività da fare nel parco sono consultabili qui.
Partiamo da Oakhurst abbastanza presto e arriviamo al Sequoia Visitor center in un paio d’ore. L’ingresso al parco costa 35 USD per auto. Recuperiamo la mappa e iniziamo la nostra visita del parco dal suo punto più famoso, ovvero il Generale Sherman, considerato come l’albero più grande del mondo in termini di volume. Trattasi di un’attrazione molto turistica, infatti non mi metto neanche in fila per la foto di rito, anche perché se lo avessi fatto probabilmente sarei ancora lì dal 2019, visto il numero di persone presenti. Decido quindi di accontentarmi di vederlo un po’ più da lontano, insieme ad altre sequoie in fin dei conti più o meno della stessa dimensione.


Ci addentriamo successivamente in qualche sentiero random, e ci dirigiamo verso il Crescent Meadow, una distesa di erba circondata da sequoie giganti. Cerchiamo di sopperire alle nostre carenze di affetto abbracciando qualche albero, ma le nostre braccia non sono adeguatamente lunghe.



Proseguiamo per la parte più avvincente del parco, il Moro rock, un complesso roccioso semisferico da cui è possibile ammirare un bellissimo panorama. Arrivare in cima non è particolarmente faticoso, basta salire una breve scalinata ricavata fra le rocce, che tuttavia in alcuni tratti ricordo come leggermente vertiginosa.


Fra una passeggiata e l’altra, è già passata una buona parte della giornata, cosa che ci fa desistere definitivamente dal recarci all’ingresso del Kings Canyon, facendoci prendere in compenso tutto il tempo per stare un po’ in mezzo alla natura. Mentre ci dirigiamo verso l’uscita del parco, ci fermiamo per qualche foto ai tunnel ricavati negli alberi caduti in cui ci imbattiamo lungo la strada.

Usciamo quindi dal parco per arrivare infine a Tulare, un altro piccolo paesino nel quale trascorriamo la notte.
Conclusioni
In generale, i due parchi di cui parlo in questo articolo mi sono piaciuti molto, ma ad essere onesto non mi hanno lasciato un ricordo particolarmente emozionante.
Per quanto riguarda il Yosemite, ci sono diversi punti che ho apprezzato moltissimo, tuttavia nessuno di essi mi è sembrato davvero imperdibile, o per lo meno di livello non così superiore rispetto a destinazioni per raggiungere le quali non è richiesto un volo aereo transatlantico. Alcuni paesaggi mi sono sembrati infatti simili ad altri che ho visto sulle Dolomiti, con la sottile differenza che queste ultime sono situate a un paio d’ore di strada da casa mia.
In merito al Sequoia, devo dire che fra tutti i parchi che ho visitato nel mio viaggio on the road è quello che mi ha entusiasmato di meno. Abbracciare una sequoia gigante è sicuramente un’esperienza notevole, ma in generale il parco mi è sembrato un po’ troppo turistico per i miei gusti, a partire dalla fila per la foto di rito col Generale Sherman, a finire con i tunnel ricavati nelle sequoie che mi sono sembrati un po’ troppo artificiali.
Detto questo, c’è sicuramente spazio per la mia immancabile classifica dei punti che ho trovato più interessanti, casualmente tutti all’interno del Yosemite:
- Il Mirror Lake, fra tutti il punto che ricordo con maggiore piacere anche per la sosta relax
- Il Glacier Point, che devo ammettere offre una vista panoramica assolutamente spettacolare
- Le Yosemite falls, davvero imponenti e immerse nel contesto di un bellissimo paesaggio verdeggiante
Nota costi: come riscontrato un po’ ovunque nel nostro viaggio, abbiamo speso cifre più che abbordabili. Per i nostri alloggi a Oakhurst e Tulare abbiamo speso in totale rispettivamente circa 87 e 56€ per una stanza tripla (rispettivamente 29 e 19 euro a persona!), e garantisco che le strutture fossero assolutamente decenti.
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