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Walvis Bay

“Ho speso quattro secoli di vita
E fatto mille viaggi nei deserti
Perché volevo dire ciò che penso
Volevo andare avanti ad occhi aperti”

P. Bertoli, A muso duro

Indice

Introduzione

Siamo arrivati a metà del nostro viaggio in Namibia e, avendo appena visitato le meraviglie di Sossusvlei, vogliamo mantenere alto il livello scenografico. Il modo migliore per ottenere questo risultato è ritornare ad affacciarci sull’Oceano Atlantico, stavolta per spalancare gli occhi dove esso incontra il deserto. E visto che abbiamo preso dimestichezza con le dune, non ci sono motivi validi per non provare a scalare la più alta del mondo!

Itinerario in breve

L’attrazione principale della giornata è Sandwich Harbour, luogo considerato fra i più incredibili della Namibia. È qui che il deserto incontra direttamente l’oceano, creando un colpo d’occhio indimenticabile. Ci aspettano circa 3 ore e mezza di strada per permetterci di arrivare dal nostro campo tendato di Solitaire, dove avevamo trascorso la notte dopo la visita di Sossusvlei, a Walvis Bay, località da cui è prevista la partenza del nostro tour. Naturalmente, durante il tragitto, sono previste alcune fermate intermedie. Fra queste, quella in corrispondenza del segnale che indica il passaggio dal Tropico del Capricorno.

Trovate la mappa del percorso in auto della giornata qui.

Itinerario dettagliato

Tropic of Capricorn Sign

Partiti di buon mattino da Solitaire, raggiungiamo il cartello che indica il passaggio dal Tropico del Capricorno dopo circa un’ora di auto. In questo punto, sono presenti in particolare due pannelli, collocati ai due lati opposti della carreggiata. La nostra sosta qui dura giusto il tempo di scattare qualche foto, anche perché avevamo già incontrato il primo cartello indicante il passaggio dal Tropico del Capricorno lungo la strada per il Deserto del Kalahari. Rispetto a quest’ultimo, i cartelli che si trovano fra Solitaire e Walvis Bay sono un po’ più bassi, oltre che più famosi, caratteristica che li rende maggiormente soggetti all’incollaggio di adesivi da parte dei viaggiatori.

Tropic of Capricorn Sign

Sandwich Harbour

Riprendiamo il cammino celermente, dopo altre due ore e mezza di strada siamo a Walvis Bay. Durante il tragitto, passiamo anche dal Kuiseb Canyon, che intravediamo solo dalla strada, ritenendo di non fermarci, anche per non rischiare di arrivare in ritardo al meeting point.

Per l’escursione a Sandwich Harbour, ci siamo affidati a Sandy Horizon, agenzia locale contattata dall’Italia con un po’ di anticipo rispetto alla partenza. Il costo dell’escursione è di 2700 NAD (circa 135€) a persona e comprende anche un piccolo rinfresco. L’appuntamento con le guide è fissato per le 12 al Dolphin’s Coffee Shop di Walvis Bay. È possibile anche partire da Swakopmund per la stessa escursione, in questo caso incontrandosi con l’agenzia alle 11:30, se si vuole optare per il turno di pomeriggio. L’altro turno è di mattina e inizia alle 7:30, ma a noi non veniva comodo. È possibile combinare il tour di Sandwich Harbour anche con l’escursione in gommone fino a Cape Cross, dove è possibile vedere una immensa colonia di otarie. Noi abbiamo deciso di non farlo, in primis perché è possibile arrivare al parco di Cape Cross anche in auto (come abbiamo fatto), ma soprattutto perché avevo letto che, nell’escursione, le otarie vengono attratte col feeding, tecnica non propriamente rispettosa dell’ecosistema e da cui mi ero sentito già infastidito a sufficienza in occasione dell’esperienza con gli squali nutrice alle Maldive.

Preciso che, in linea teorica, è permesso visitare Sandwich Harbour anche in autonomia, tuttavia vi sconsiglio caldamente di avventurarvi da soli. Questo perché, se non siete esperti di guida nelle dune di sabbia, le probabilità che debbano venire a recuperarvi in mezzo a un pantano di sabbia sarebbero estremamente alte (non a caso, noi non abbiamo visto nessuno andare da solo).

L’escursione dura in totale circa 4 ore e sono previste in totale 3 soste. La prima avviene a Pelican Point, un punto in cui è possibile avvistare dei pellicani, che si raccolgono intorno a delle pozze d’acqua per abbeverarsi. La sosta è piuttosto breve e serve alle guide anche per sgonfiare le gomme, in modo da poter guidare più agevolmente sulla sabbia.

Pelican Point

La seconda sosta, anch’essa piuttosto breve, avviene al Pink Lake, situato subito prima della spiaggia di Walvis Bay. Si tratta di un lago salato che assume una colorazione rosa intensa causata dalla presenza delle gemme di sale. L’estrazione del sale è, non a caso, fra le attività di punta di questa zona della Namibia. Lo scenario a cui assistiamo è estremamente suggestivo, ricorda molto alcune pozze di acqua salata dell’Oasi di Siwa in Egitto.

Una volta superato il lago rosa, ci si addentra nella spiaggia, che permette di raggiungere i punti panoramici dai quali è possibile apprezzare l’incontro fra il deserto e l’oceano. Il tragitto lungo la spiaggia dura qualche minuto, ed è possibile incontrare un po’ di fauna selvatica. Noi abbiamo visto diverse foche e sciacalli.

La salita ai punti panoramici è indubbiamente la parte più divertente dell’escursione. I driver offrono prestazioni spettacolari alla guida, creando l’effetto montagne russe. Il nostro driver, un tizio attempato molto esperto, si diverte a prenderci in giro dicendoci che quella fosse la sua prima volta.

4×4 sulle dune

Arriviamo così ai punti panoramici, che diventano sempre più spettacolari man mano che si sale. La zona è piuttosto ventilata, in più è l’unico momento di tutto il viaggio in cui troviamo nuvole. La guida ci ha detto che la nostra estate non è un buon periodo per visitare Sandwich Harbour e che le nuvole ci sono sempre, ricoprendo solo ed esclusivamente quel tratto in maniera fantozziana. La vista, comunque, è impagabile.

Dopo aver toccato tutti i punti panoramici, si rientra a Walvis Bay, ripercorrendo la strada dell’andata.

Duna 7

Riprendiamo possesso della nostra auto intorno alle 16:30, perfettamente in tempo per provare a scalare la Duna 7, che con i suoi 380 metri di altezza è detentrice del primato mondiale fra le dune più alte del mondo. La Duna 7 è situata nelle vicinanze di Walvis Bay, da cui si raggiunge in meno di mezz’ora di strada. Per poter accedere alla duna, si devono pagare 135 NAD (circa 7,20€) a persona.

Nonostante la Duna 7 sia più alta rispetto alla Big Daddy (che si ferma a 325 metri), la scalata della Duna 7 è decisamente più agevole ed è fattibile nell’arco di una mezz’oretta.

È l’ora del tramonto quando arriviamo in cima alla duna, e noi di certo non possiamo lasciarci scappare l’opportunità di osservare il sole nascondersi dietro la sabbia. Lo spettacolo è impressionante, fra i tramonti più belli mai visti.

Riscendiamo la duna al termine dello spettacolo, in pochissimi minuti siamo già in marcia per Swakopmund, seconda città più grande della Namibia, dove passiamo la notte. Purtroppo, data l’ora, non riusciamo a visitare nulla della città, che comunque non mi sembrava irresistibile dalle immagini reperite dalla concorrenza.

Il giorno successivo entreremo nel Damaraland, altra regione dagli scenari incredibili. Ma di quello vi parlo nei prossimi episodi.

Conclusioni

La giornata di cui vi ho parlato in questo articolo vince la medaglia d’argento fra quelle più belle del viaggio, subito dopo quella passata a Sossusvlei, che è fuori categoria.

Vedere le dune del deserto incontrare l’oceano è uno spettacolo unico e probabilmente irripetibile, di cui abbiamo cercato di godere appieno. Dovendo scegliere il momento migliore della giornata, credo che la competizione sia aperta fra il punto panoramico di Sandwich Harbour e il tramonto alla Duna 7, fra i più spettacolari a cui abbia mai assistito. Se però mi chiedete quale sia stato il momento più divertente, non ho dubbi sulla scelta di quello in cui i driver ci hanno deliziato con la loro guida adrenalinica sulla sabbia.

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